Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI MILANO 1906-1909; JACINI STEFANO JUNIOR; MODERNISMO; <
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1969
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Fausto Fonzi
apli affari, ne rimangono appurilo cinque), non li toglierà né tempo né modo per iniziarti alla vita pratica e politica.
Poiché pare impossibile anch'io sono del parere del Ratti; ma i metodi die propugnarmi Bono diversi e diverse certo le ragioni che c'ispirano. Credo anch'io che la finalità della tua vita debba essere l'attività politica. Ma come giungervi? Attraverso la routine solita, i piccoli intrighi e i compromessi? No, no. Se d'una cosa soffre la vita italiana odierna, si è appunto di questa miseria e mancanza di vita spirituale. Bisogna prepararsi si attraverso le pratiche eie mentaci (consigliere comunale* membro della congregazione di carità, consi gliere provinciale: tutti i gradi pedagogici che vanno superati con serietà e zelo, ma anche attraverso una forte cultura umana nel senso più lato. Studiando la formazione dei nostri uomini di Stato e degli stranieri, ti avvedrai di questa necessità . *')
Ancora il 30 ottobre dello stesso anno il Casati scriverà a Jacini:
Iersera ho veduto il nostro Antonio di ritorno dalla campagna. Ha buon aspetto (non c*è da dubitarne!) e voglia di lavorare. Abbiamo parlato di molte cose: dei traete, del Rinnovamento, di quelli di Roma, del progetto Quadrotta, e naturalmente anche della tua futura attività. Credi, mi domandava Soragna, che Stefano potrà anche in seguito aiutarci ad essere dei nostri? Ma, sicuro, ho risposto, e come non potrebbe? Sarà dei collaboratori del Rinnovamento come dei vecchi soldati di Oliviero Croniwell: sempre i medesimi e sempre stretti fra loro.
Ho convinto poi Antonio della necessità ch'egli si rechi costi per accordarsi con l'amico comuneaJ e con te. Cercate d'insistere sur punto; che quel che oggi più importa si è di salvare II Rinnovamento e dare ad esso tutte le nostre forze. La nostra rivista soffre non solo di disturbi finanziari, ma anche di anemia, di povertà d'idee; la collaborazione vi è troppo scarsa. Bisogna rinsanguarla. Il diminuito interesse verso di essa viene appunto da questa intima mancanza di forze e di passione. Ora, se non pensiamo noi a rafforzarla e ad animarla, chi ci deve pensare?
Bellissima cosa i traetsì ma è proprio questo il momento di far sorgere una nuova impresa, quando quella già avviata, e che pure bisogna tirare innanzi, va male? Se non con tanta franchezza, è in questo senso che ho parlato ieri al nostro Antonio. Non stava a me di insistere su questo punto: sarebbe parso ch'io patrocinassi un mio particolare interesse; e poi non volevo diminuire nell'amico l'ardore per una impresa che, presa in se stessa, è ottima!
Ma voi dovreste fargli presente tutto ciò. Ho parlato " di un mio particolare interesse... "; ma in verità non si tratta di un interesse ben più largo?
Comunica al nostro buon amico di Genova queste mie idee, che saranno probabilmente anche le sue, A mezzo di Antonio gli manderò una mia lettera '
1) Vezia, 22 agoftto (1908), in Ai Ji, arri. HI. foc. 5; n. W.
2) Jnrini si trovava alloro a Genova; si tratta quindi di Setneria 6 di Federici, ma più probabilmente del primo.
8) Milano. 30 ottobre (1008), in A. J., cari. TI 1. fase. 5, n. 22.