Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI MILANO 1906-1909; JACINI STEFANO JUNIOR; MODERNISMO; <
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1969
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Fattalo Foiisì
Si parlò per un'ara di filosofìa (!); fra l'altro, abbastanza lungamente, del problema deiriimiiorialiià. Mi fa l'effetto die. se la sua filosofia è completa, la sua teologia lo confessa egli stesso - - è ancora molto in fieri. Mi disse ebe Loisy ha molto bisogno del posto clic gli danno, che il suo corso non sarà che storico, con esclusione della filosofia e della apologetica, nega recisamente che Loisy si possa prestare a diventare perno di un movimento anticlericale. Di Loisy non critica che il persiflagc: ne accetta quasi completamente la apologetica, e in generale la parte speculativa. Rivedrò Le Roy mercoledì, dietro suo invito .1)
Seppure l'incontro personale con i francesi ora nominati abbia potuto ripresentare alla mente di Jacini i termini della discussione Loisy-Blondcl eirca il rapporto fra verità storica e verità rivelata, fra critica e fede, è soprattutto con riferimento ad opere tedesche che, nei primi mesi dei 1909, Jacini scrive una rassegna di problemi e di studi relativi alla personalità di Cristo, che certamente è, fra le cose da lui pubblicate sul Rinnovamento. una delle più importanti e significative.
a La vita di Cristo afferma Jacini non è separabile dalla sua dottrina , formando un tutto unico che non può studiarsi, ma deve anzitutto viversi nella varietà delle sue manifestazioni . Ben lontano da una metodologia positivista,2 egli è incline persino a ritenere ce legittima la posizione mistica medioevale, per cui lo studio del Cristo consisteva essenzialmente nella imitazione della sua vita; quanto più e non soltanto in materia religiosa quanto più lo studioso si stacchi dalla figura che esamina, tanto più si allontana dalla realtà: lo studio di Cristo, sia pure a base di criteri storici, per esser sincero deve rimanere essenzialmente religioso, se non si vuole che la figura ottenuta sia della vera una finzione od una profanazione, o che si dilegui nel nulla .
E già la personalità di Cristo, quale appare anche solo dai Sinottici, presenta contrasti assai gravi (accettazione della vita e ripulsa quasi selvaggia del mondo, mitezza e difesa del proprio diritto, desiderio di vivere per vedere il Regno attuarsi ed eroica disposizione al martirio ...). Ma soprattutto, scrive Jacini, vi è un punto, poi, ove il conflitto diviene aperta contraddizione: ed è nella irreconciliabile opposizione fra l'aspe ti azione escatologica
*) Parigi, 12 febbraio 1909, ivi. Meliu citata lettera del 15 febbraio avrebbe scritto: Hi vedrò oggi Lai ieri In Minière e domani Le Roy, al quale ricorderò le sue promesse. Cfr. R. AUHKUT, Le problimc de Facte de fai, Lovnnio, 1958, pp. 265-392.
-) Jacini non poteva credere, già in questo dissentendo da Loisy, in una critica storica, die pretendesse di essere puramente scientifica, cioè oggettiva; egli doveva; riconoscere come vero ciò che aveva già scritto Schweitzer (< Non vi è' opera storica che riveli tanto l'essere profondo di un uomo quanto il fatto d'intraprendere una vita di Cesili'; egli; vì incarna necessariamente tuuo l'amore, tutto l'odio di cui può essere capace*) e, su di un piano piò generale, alte la storia ò inseparabile dallo storico, che ogni storia è una stori profondamente orientata (cfr. IIKNUI 1. MARROU, Philologie et Instai data la perioda du pontìfittttl de Leon Xlltt iti Aspetti detta cultura vtiitolirn nel tei di Leone JUll, a- euro di C. Rossini. Ruma, 1961, pp. 99-100).