Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI MILANO 1906-1909; JACINI STEFANO JUNIOR; MODERNISMO; <
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1969
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237
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Stefano Jacini jr. e a II Rinnovamento 237
di un prossimo rivolgimento di tutte le cose e la predicazione di virtù positive, quali possono esplicarsi in una società organizzata, epurata e spirituale finché si vuole, ma pur simile a quella in cui praticamente viviamo .
Circa le difficoltà testuali pone l'accento sulla fondamentale questione della maggiore storicità dei Sinottici in confronto al Vangelo di Giovanni per notare come questo canone critico pressoeché indiscusso sia ora messo in discussione, nella sua sostanza, da chi osserva come il quarto Vangelo possa rappresentare una ce depurazione del Cristo giudaico e possa essere nella sostanza più vicino alla predicazione di Gesù che non i vangeE più antichi con infiltrazioni rabbiniche ed escatologiche.
A questo punto Jacini, che molto tempo aveva dedicato alla traduzione dello Jùlicher, cioè di uno dei più severi oppositori delle tesi di Loisy, in-troduce una sua prima critica agli entusiasmi escatologistici, tanto diffusi allora nel modernismo d'oltralpe ed in quello nostrano, richiamandosi al Boutroux, che aveva affermato: Le savant use de l'hypothèse pour se pose? des questions, non pour les résoudre .
Se l'amico Soragna aveva giudicato eccessive le pretese esclusiviste dello Schweitzer e degli altri escatologisti radicali, a) Jacini più esplicitamente mette in guardia dalle arbitrarie generalizzazioni e dalla tendenza a conferire valore assoluto e definitivo a delle mere ipotesi, ce Valga per tutti l'esempio di Tubinga scrive . E un tale esempio dovrebbe valere anche pei troppo radicali fautori della odierna ipotesi escatologica, persuadendoli del valore eminentemente relativo di certe loro conclusioni: perocché le reali scoperte da essi fatte, considerate alla luce di altre teorie metodologiche e filosofiche, potrebbero per avventura dar luogo a nuove ipotesi, non meno profittevoli, nella loro cerchia, di questa e delle precedenti ,*)
Ma subito dopo Jacini (quasi per una preoccupazione di equidistanza) già enuncia un'altra critica che appare invece diretta soprattutto contro le deformazioni liberali della personalità di Cristo, ce Un solo criterio conclude qui ci sembra valido; quanto più una figurazione dei Cristo sarà
i) X (S. Jacini), Intorno alla personalità di Cristo, in 11 Rinnovamento, a. HI, fase. IV, 1909, p. 105.
2) Soragna critica infatti lo Schweitzer, che si vale dell'opera di Wrede per dimostrare impossibile una via di mezzo, logica, fra lo scetticismo e l'escatologia assolati. Dal tenne Alo dell'escatologia conseguente dipende la vita o la morte di tutto il lavoro critico-storico sui Vangeli: troncate quel filo, e convien rinunciare a farci un'idea storica delle origini cristiane. E ciò - - esclama Soragna mi pare troppo. Fra Bousset e Loisy passa certo una grande differenza (...). Ma ciò non vuol dire che di qua vi sia la vita, di Iti la morte. Lo posizione del Bousset si può sostenere, di fronte allo scetticismo at>solnto del Wrede, cogli argomenti stessi dello Schweitzer; e di fronte al Loisy egli si trova in una inferiorità che direi quasi artistica, ma non in una di quelle inferiorità assolute, in rapporto ai testi, che non lasciano alcuna via di scampo (A. di S. (Antonio di Soragna), ree. di A. SCHWBITZSR, Von Reimarus zu Wrede, in // Rinnovamento, a. HI, fase I, 1909, p. 165),
8) X, Intorno alta personalità . p. 105,