Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI MILANO 1906-1909; JACINI STEFANO JUNIOR; MODERNISMO; <
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1969
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Fausto Fansi
poliedrica e comprensiva, tanto più sarà umana e religiosa, tanto più sarà vera. E sotto questo aspetto appare chiaro quanto il Cristo delle Chiese cri? stiane, pur con le sue scorie teologiche e magiche, superi in verità il Cristo di un Renan e di uno Pfleiderer, se non forse di uno Holtzmann e di un Loisy; e ciò perché, essendo una costruzione poliedrica e collettiva, tiene necessariamente conto di un maggior numero di elementi, si avvicina maggiormente ad una sintesi religiosa. (...) In una parola mi sembra che la migliore imagine del Cristo storico sia ancora il Cristo immanente della Chiesa , *)
Mentre il Soragna ha recensito il libro delTescatologista Schweitzer, lo Jacini dà un'ampia notizia dell'opera del protestante liberale Enrico Weinel, professore, come Eucken, a Jena. Weinel nel suo Jesus im 19'" Jahrhurt-dert del 1907 affronta un argomento che quasi coincide con quello già studiato da Schweitzer, ma da un punto di vista opposto, perché il Weinel si ricollega alla tradizione di un Harnack, di un Bousset, di un Jùlicher, cioè a quella del luteranesimo liberale; anzi, secondo Jacini, il Weinel saprà dimostrare, con una nuova e importante opera scientifica, di essere uno dei maggiori esponenti della corrente, al livello appunto di un Harnack e di un Jùlicher. Jacini rimprovera al Weinel di aver trascurato quanto su Cristo hanno scritto cattolici come Schell, Loisy o Von Hùgel, e protestanti come Eucken o Troeltsch. Weinel ha insomma trascurato proprio quegli studiosi che lo Jacini più conosce e più ammira. Ma, ciò non ostante, questi mostra di apprezzare mollo l'opera dello scrittore tedesco e tutta la corrente del protestantesimo liberale, dalla quale detta opera è nata.
Jacini infatti non accorda ai luterani liberali solo un riconoscimento sul piano storico ( essi hanno operato dice lo stesso Schweitzer una grande opera di verità, e hanno fatto fare alla critica neotestamentaria un passo da gigante ), ma rivendica l'importanza anche attuale di un movimento che a torto si considera già superato (oc I più ortodossi pastori ed alcuni critici più moderni vanno d'accordo nel demolire in modo radicale e definitivo tutto il loro paziente lavoro di analisi ricostruttiva della personalità e dell'opera di Cristo. (...) Tutti vanno d'accordo nel metterlo fuori combattimento. Ma questa imagine è da rettificare: poiché i protestanti liberali hanno, oggi, un larghissimo seguito nelle università e fra il clero, e maggiore lo andranno acquistando per qualche tempo ancora: la loro sconfitta sarebbe dunque tutta, per cosi dire, potenziale, eppure gli escatologisti, ed i pastori ortodossi, la proclamano già certa ).
Osserva che la critica fondamentale che gli ortodossi muovono ai protestanti liberali, all'Harnack, al Pfleiderer, al Bousset, è quella di avere scartato arbitrariamente dalle fonti storiche quanto mal si concilia con un'im-
i) M p. 106.