Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI MILANO 1906-1909; JACINI STEFANO JUNIOR; MODERNISMO; <
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1969
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ii -Fona.
Se da un lato l'offerta (li Yon Hìigcl il consenso di Casati confermano l'importante ruolo svolto da Jacini, e da Sorugna, nella storia del Rinnovamento, rlall'altro Iato questa lettera ci offre, a mio parere, una testimonianza di eccezionale valore, non solo per comprendere la mentalità e la posizione del giovane patrizio che l'ha scritta, ma soprattutto per conoscere davvero, dall'interno, i propositi del gruppo promotore e dirigente della rivista, e le difficolta incontrate, e i mezzi scelti per superarle. Si deve aggiungere che questo documento conferma alcuni giudizi espressi da contemporanei e, recentemente, da storici della crisi modernista, mentre dimostra anche quale fosse, da parte dei direttori e dei redattori, la consapevolezza dei limiti e delle contraddizioni, che caratterizzarono la vita del Rinnovamento. Tutta la storia di questo è illuminata dalla critica, eh'è in parte autocritica, jaciniana: in particolare nella lettera si distingue fra la fase iniziale del periodico, più rispondente a un preciso programma religioso e filosofico, ed una successiva fase di più accentuato eclettismo, che si può ritenere conseguente soprattutto alla crisi del novembre-dicembre 1907 e alle dimissioni di Gallarati Scotti.
Pur con qualche speranza di nuove forme di comune azione *) Jacini poteva considerare ormai chiusa l'avventura giovanile, che tanta importanza aveva avuto nella vita sua come in quella dei suoi amici e che un'influenza innegabile aveva esercitato sulla nuova generazione, cioè sulla storia religiosa, morale, culturale ed anche sociale e politica del nostro paese. Scriveva perciò a Casati, che si era manifestato poco favorevole al progetto di Yon
l) Non ho elementi per stabilire se e in qual misura Jacini abbia partecipato nel 1910 alle speranze di Casati, che in quell'anno progettò una reincarnazione del Rinnovamento in una nuova rivista di storia religiosa contemporanea* ma anche di filosofìa, da fondare con Papini, Buine e Amendola, che ne avrebbe assunto la direzione (EVA AMENDOLA KUHN, op. cit-, pp. 230-239). Amendola aveva scritto al Begey il 19 novembre 1909: Penso che il modernismo, nel quale ad una ispirazione religiosa si sovrapponeva un edificio intellettuale, avrà presto finito di percorrere la sua orbita quando fra pochi giorni sarà uscito l'ultimo numero del Rinnovamento. E forse una ispirazione religiosa più etica e attiva potrebbe prenderne il posto (op. cit., p. 196); e certamente la nuova rivista, che probabilmente avrebbe avuto sede a Firenze, sì sarebbe allontanata dall'antica, e anche dalla continuazione proposta nel 1909 da Von Hugel a Jacini e Sorugna, perché Osati e Amendola sembravano mirare ad un superamento sintetico dell'untitcsi // Rinnovamento - La Criticai cioè modernismo-idealismo. Vero è, d'altro canto, che Buine accoglieva con entusiasmo ti i progetti di Casati e Amendola, affermando : < Ciò ohe noi si pensava di fare con l'ultimo Rinnovamento è tutto in questo programma nuovo. E c'è in più ima libertà maggiore {op, cit., p. 231). Una prova di più dell pluralità di animo coesistenti nel Rinnova-mento soprattutto nel 1908 e 1909.
Di Amendola ho trovato una Ietterò da Firenze a Jacini del 31 dicembre 1910. Vi si legge: * Grazie del consenso che ha voluto manifestarmi con tanta cordiale simpatia. Noi in fondo ci conosciamo già attraverso // Rinnovamento j> ; Amendola ha lotto diversi scritti di Jacini (sulla filosofia russa...) spora di conoscerlo presto personalmente (A, J., art. H 1, fase. 7, n. 42).