Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI MILANO 1906-1909; JACINI STEFANO JUNIOR; MODERNISMO; <
anno <1969>   pagina <251>
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Stufano Jacini jr. e a II Rinnovamento 251
questi amici ritrovano infatti l'entusiasmo che fu loro alle origini del Rin­novamento, trovano ricchezza e fervore di idee, impegno morale e libertà di espressione.
I mesi che seguirono la fine del Rinnovamento segnano per Jacini un momento di grave crisi religiosa e intellettuale. Si può dire infatti che l'in­fluenza del protestantesimo liberale, della crilica di Loisy e dello storicismo tedesco, aveva provocato nello Jacini un attutirsi dell'autentico senso reli­gioso, come fede nel soprannaturale, nel trascendente, che tendeva ad essere sostituito da una specie di naturalismo storicistico e a causare l'isterilirsi della vera spiritualità e l'allontanamento della reale partecipazione alla vita della Chiesa. Significativa in tal senso mi sembra una lettera del 16 gen­naio 1910:
Il terribile, in questi libri rossi, è questo, che si vede come, da una data personalità storica, che noi per altra via conosciamo (Pietro il Grande, Leo­nardo, Giuliano l'Apostata) o da un determinato fatto storico, si possa svolgere coerentemente e logicamente, in una coscienza mistica, il concetto trascendente dell'Anticristo. E vien fatto di pensare se con un analogo procedimento non si sia forse costruita, fuori della personalità storica di Gesù, la figura trascendente del Cristo. Terribile pensiero, troppo confortato da documenti storici (Vangelo di Giovanni, lettere di Paolo) perché lo si possa scartare senz'altro. Perciò an­ch'io, che pur resto il più cattolico della brigata, non posso accontentarmi di certe affermazioni mistiche assolute e senza fondamento, come sarebbero quelle di un don Brizio Casciola. Il povero ometto è venuto a trovarci l'altro giorno e abbiamo parlato un pezzo, lui, Soragna ed io. Ma mi pareva di sentire una lingua morta, che si potrebbe bensì far rivivere, ma con tutt'altro procedimento. O è cambiato lui o siamo cambiali noi, molto.2) Tutte queste riflessioni, e altre che vado facendo, mi serviranno pel mio articolo sul Troeltsch, nel quale ap­punto vorrò cercare di determinare l'importanza dell'elemento storico nella, con­cezione religiosa .3)
(1960), p. 399) che Casati fu amico e finanziatore de La Voce, che inviò consigli in lunghe lettere, ma abbandonò la rivista nel 1911 perché contrario alla legge per il suffragio universale.
Quasi nulla Casati pubblicò su La Voce (intervenne però, nell'ottobre del 1910, in una polemica sul modernismo).
1) Per gli aiuti finanziari dati do Jacini a La Voce cfr. la lettera a lui: scritta da Prezzoliui, da Firenze, il 9 gennaio 1911, in A. JL cort. H 2, fase 8.
2) Sembra qui fallire quell'alleanza dei mistici coi dotti, che gli uomini del Rinnovamento, ma particolarmente Gallarati Scotti, avevano auspicato, così come ha fatto notare recentemente il RANCHETTI (op. cif., p. 211).
8) A. C foto in A. Jn carr. H 1, fase, 7. Del 1910 dovrebbe essere la già citata lettera, da * fermati, 12 agosto , di 'Casati, che consiglia l'amico Stefano di darsi a se­rie letture fi Innofiche (soprattutto di Kant), a < teologia e studio storico-esegetico delle religioni, teologia e psicologia, rapporti fra Stato e Chiesa al principio del XX secolo > per ben comprendere hi personalità,. In cultura o t'opera di Troeltsch, di rimandare la presentazione della tesi su Sahldenuacher Ricordatevi che è solo in Italia che ri suole mettere insieme In pochi mesi uno 'zibaldone qualunque pur di arraffare il titolo di dottore) e infine di lavorare Ila preparazione e alla stesura di un volumetto BUÌVÀ nticristo (A. J* cari. H1, fase ~).