Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI MILANO 1906-1909; JACINI STEFANO JUNIOR; MODERNISMO; <
anno <1969>   pagina <253>
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Stefano Jacini jr. e a II Rhiiiavamùiita a 253
La fine del Rinnovamento segna realmente l'inizio della diaspora " e di una crisi profonda nell'animo di ciascuno dei promotori e dei più assidui collaboratori. Jacini sente nell'intimo un vuoto, che lo fa soffrire- e ch'egli desidera in qualche modo colmare; teme altrimenti di perdersi in una ozieg­gine vaga, tanto più pericolosa quanto più ammantata di dilettantismo in­tellettuale .2) La famiglia certamente gli chiede un impegno, eh "è già supe­ramento della triste condizione lamentata da Boine, quando scriveva di oc va­gabondaggio e di dissipazione spirituale , ma, come Boine, egli cerca le occasioni per un'attività sociale significativa ed efficace. Si allontana perciò dagli studi religioso-filosofici per impegnarsi, ancora come intellettuale, in una laboriosità di storico (per una biografia politica), ma soprattutto per volgersi a compiti religioso-sociali nell'azione cattolica e nell'Opera Bonc­inelli, e infine all'azione amministratrfcS e politica. 3) Per qualche aspetto si
sentito dire, mi si volesse appioppare l'ordine di S. Silvestro!! Pio X farebbe così ono­revole ammenda del suo ani i-modernismo. Naturalmente non accetterei, ma chissà che cosa pensa Scotti di me, oggi ! ; e più tardi : Le feste terminate ieri hanno avuto un carattere di cosi alta serenità, di così spirituale e solenne grandezza, che non ho esitato a collaborare fervidamente per la loro riuscita, tanto da scorciare, in questi giorni, e il nuovo grottesco motuproprio, e la grettezza intellettuale di metà almeno dei presuli presenti alle feste. Gli è che la Chiesa cattolica, ai giorni della sua pompa e/ nelle cerimonie sue più auguste, ha una sua grandezza formale, una idea centrale inespressa, come un orientamento e una direttiva, che trascendono di gran lunga la discutibilità delle formule dogmatiche, nonché la miseria degli indivìdui e gli errori dei governanti. Sicché ognuno di noi può, in tali momenti, aderire a quel sentimento oscuro di una augusta verità viva e presente, che anima l'inconscio fluttuare della folla come la composta solennità dei gerarchi. Epperò si è dato questo strano caso: che un modernista convinto (il sottoscritto) pronunciasse al banchetto cardinalizio dell'altra sera un discorso che qualunque modernista avrebbe potuto firmare, e che pure fu vivamente gustato dai porporati presenti, soprattutto dal card. Muffi. Così va il mondo (lettere da Zuccone, la prima datata 1 settembre e la seconda senza data, in A. C, foto in A. J-, cart. H1, fase. 7 e fascicolo non numerato).
T) Cfr., ad esempio, una lettera di Boine, da Poriomuurizio (1910?): Ho buttato a mare tutto ciò che di metafisico e di mistico mi navigava nell'anima e mi son fatto homo praticus (...). Se il Signore mi dà vita, c'è assai bene da fare anche qui. Mi è crollato il castello dorato che credevo di aver costruito con voi e tento di ricostruirmi una piccola casa, umile e salda. Costrurrò anche qui sulla sabbia? Ma non ho salute-e ho paura di dover lasciare questo sogno a metà. Se mai sarà per una realtà più bella del sogno >, ed una del padre Gazzola,. da Livorno, 9 maggio 1913 : Di me tutto bene, eccètto hi lontananza dagli amici della verità e l'esilio dalle anime (entrambe in A. J., cart 112, fase. 10). Sulla crisi religiosa di Boine, che, fra il 1910 e il 1911, si sarebbe allontanato, non solo dal modernismo, ma dal cristianesimo, per soluzioni immanentistiche, cfr.: GIULIANO MANACORDA, Giovanni Boine, in Belfagor, 31 maggio 1950, pò. 308417; UMBERTO CARPI, Amandola e Boine! prospettive di etica vociano, in Annali dalla Scuola Normale Superiore di Pisa, 1964, pp. 223-250.
3) Jacini a Casati; Milano, lo gennaio 1910, in A. G, foto in .. J., cart. Hi, fase 7.
8) Mi sembra indicativa e significativa la scolta da Jacini compiuta nel marzo del 1910 circa 11 tema della conferenza che avrebbe dovuto tenere a Cremona. Invitato con Insistenza dal Bonome'IU, egli aveva chiesto consiglio a Casati. Vuol prepararsi con serietà perché - - spiega - - e ho troppa gente u Cremona disposta a trovare il pelo nell'uovo per prendere la conferenza sotto gamba , e all'amico descrive il pubblico