Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI MILANO 1906-1909; JACINI STEFANO JUNIOR; MODERNISMO; <
anno <1969>   pagina <254>
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Fausto Fonzi
può parlare di una conversione (quasi di una resa e di un tradimento), -f ma forse più esattamente si deve riconoscere in quest'attività pratica, iniziata o meglio accentuata e intensificata da Jacini intorno al 1910, il prosegui­mento logico dell'attività intellettuale fino allora svolta. Jacini aveva stu­diato e aveva scritto per II Rinnovamento con lo sguardo sempre fisso ad una futura attività politica, alla quale era portato dalle tradizioni familiari ed anche da consigli e incitamenti di maestri e amici.2) Ed è proprio la coscienza del necessario e fecondo rapporto tra l'approfondimento religioso-culturale ed un 'serio impegno sociale, amministrativo e politico, che dà valore esemplare, continuità e coerenza, alla biografia di Stefano Jacini ed a quella dei suoi amici del Rinnovamento. FAUSTO FONZI
cremonese: cambiente letterario, amante dèlie belle parole, poca simpatia per que­stioni sociali (lettera senza data in A. C, foto in A. J., cari. H1, fase. 7). Casati propone la scelta fra due temi: il messianismo russo e polacco, oppure Karl Lucger e i cristiano-sociali austriaci; ma Bonomelli raccomanda di scegliere nn argomento non scottante, come il carattere, la Uberto vera, che è rispetto alla legge e alla libertà altrui, l'amore al lavoro, ciascuno deve crearsi il suo avvenire, ecc. (la lettera di Casati, del 23 marzo 1910, e quella di Bonomelli. del 26 marzo, sono in A. J., cari. Hi, fase 7, nn. 14 e 15). E Jacini decide per Lueger. Il fatto che egli abbia scartato, non solo il tema, scottante e anche da lui già molto sfruttato, del pensiero religioso in Germania 2>, scelto nel 1907, ma anche il secondo argomento propostogli da Casati, sul messianismo russo e polacco, per orientarsi verso un tema politico-sociale, mi sembra superare la situazione particolare e contingente per assumere il valore di una svolta nella biografia di Jacini, che preferisce allora scandalizzare con un discorso su temi d'indole sociale anziché su argomenti di carattere religioso. La conferenza sarebbe stata poi pubblicata sa La Rassegna Nazionale, sulla rivista cioè cara a Bonomelli e dalla quale erano partite nel 1906-1907 delle insinuazioni ai danni del Rinnovamento*
3) Certamente una tale accusa appare insostenibile considerando l'intera vita dello Jacini; e lo stesso Buonaiuti, che di tradimento accusò Soragna, Casati e Gallarati Scotti, esprimendo severi giudizi su questi ultimi, dovette riconoscere la sostanziale fedeltà di lui agl'interessi religioso-culturali : Solo Stefano Jacini rimase fedele al suo compito di studioso dei movimenti spirituali e delle correnti religiose del nostro Risor­gimento, contribuendo alla conoscenza della nostra storia morale nella prima metà dell'Ottocento, con saggi molto encomiabili per sodezza di documentazione, per lar­ghezza di visuali, per sensibilità di storico e di psicologo, per fervore di spiritualità (E. BUONAIUTI. op. cit., p. 72). Le osservazioni di Giorgio Spini al congresso perugino della Società degli Storici Italiani del 1967 circa il ritorno di Jacini a temi profani e all'azione politica nell'ultimo dopoguerra non possono modificare la sostanziale validità di tale giudizio.
3) Poteva esservi forse dell'affettuosa ironia fra le righe del Soragna, che il 17 luglio 1908 temeva la rinuncia da parte dell'amico agli studi religiosi (Credo che ti finirai a dare alla vita pubblica. Quest'è il mio presagio; e non me ne duole. Ab­biamo tanto bisogno di menti intelligenti e di amministratori! *, in A. J., cari. H 1, fase. 5, n. 11); poteva esservi in don Achille Ratti il desiderio di allontanare il suo giovane amico da studi pericolosi e da erronee tendenze; ma certamente nelle esorta­zioni del Casati poteva ravvisarsi il sincero consiglio di chi sa cogliere le possibilità naturali dell'amico, il riconoscimento di un'autentica vocazione, nel contesto di una gloriosa tradizione familiare, di un senso della società civile e dello Slato, ohe il Ranchetti vuole attribuire piuttosto a Casati (perché mai? forse soltanto perché questi doveva poi militare nelle file del liberalismo laico?), come a Casati, anziché a Jacini, attribuisce l'insoddisfazione per In sola opera di ricerca (M. RANCHETTI, op. cit* pp. 224-225).