Rassegna storica del Risorgimento
NELSON HORATIO; SARDEGNA STORIA 1803-1804
anno
<
1969
>
pagina
<
256
>
256
Sergio Costa
Nel febbraio 1804 le notizie sono più allarmanti. Nelson scrive ti 10 febbraio 1804 a Thomas Jackson, ministro di Gran Bretagna presso il Re di Sar-degna, di aver appreso che Luciano Bonaparte si adoperava per nna amiche* vole permuta della Sardegna con Parma e Piacenza; insiste ancora sull'importanza della Sardegna, e comunica la notizia allarmistica di aver sentito dire che nella Francia del sud sono pronti 30.000 nomini: ripete ancora che hi Sardegna serve per salvaguardare Napoli, la Sicilia, Malta, l'Egitto ecc., e che per non perderla occorrerebbe poter avere almeno 300 uomini di troppa alla Maddalena. Infine, per evitare di perderla, propone addirittura l'acquisto dell'isola con questo ragionamento: complessivamente le imposte, dopo pagate le spese, non rendono al Re di Sardegna più di 5.000 sterline l'anno; se cosi è, io gli darei 500.000 sterline che gli darebbero una rendita di 25.000, per la cessione dell'isola; questa è la mia convinzione, e non ho informazioni in proposito; ma il Re non può mantenere a lungo la Sardegna .
Questa lettera, riportata da molti storici1) ha dato talora luogo a interpretazioni inesatte; si è detto addirittura che gli Inglesi la volevano acquistare,--mentre dai documenti risulterebbe essere soltanto un'idea di Nelson. Gli storici non dicono però quale sia stata la sorte della proposta di acquisto, formulata da Nelson; si è probabilmente pensato che il ministro Jackson l'avesse abbandonata, o che il governo inglese non l'avesse accettata;3) ma sono tutte supposizioni non basate su documenti noti.
* *
A questo punto sono necessarie alcune considerazioni. Il Regno di Sardegna comprendeva, all'epoca della invasione francese, gli Stati di terraferma, cioè il Piemonte, e l'isola di Sardegna. I Re sabaudi risiedevano a Torino, ma allorché nel 1799 le truppe francesi occuparono il Piemonte, il re Carlo Emanuele IV si ritirò in Sardegna; quivi rimase solo sette mesi, ripartendo alla fine dell'anno.4) Il successore Vittorio Emanuele I ritornò in Sardegna nel 1806. Ora, dato che al momento in cui Nelson scriveva (1804) l'occupazione del Piemonte durava ormai da cinque anni, se il Re di Sardegna avesse venduto l'isola avrebbe ridotto la sua sovranità ad un Regno senza territorio; mantenendo la Sardegna, nella quale sia pure saltuariamente soggiornava, egli manteneva lo status di Re sovrano, mentre se l'avesse ceduta sarebbe restato
( come molte altre) in The dispatches. and lettera of Vice. Ad mirai lord Viscount Nelson? Londra, 1844-1846. voi. V, p. 305.
1) Anzitutto da TVADALE, op. aie: ripresa dall'opera del Tyndale da MwixtNt, Storia di Sardegna degli anni 1799 al 1816, Cagliari, 1845.
2) Cosi CAUTA RASPI. Breve storia della Sardegna, Cagliari, 1950, p. 339.
* Cosi Dt Tuccr, Storia fella Sardegna, Sassari, 1964, p. 178. Il Di Tacci attribuisce al 1806 (la lettera era del 1804 e secondo il Di Tacci il Re ne fu informato quattro anni dono) lo informazioni circa le intenzioni di Nelson, e conseguentemente afferma che il ritorno di Vittorio Emanuele I nell'isola avvenne per scongiurare l'attuazione dei progetti di Ladano Bonaparte e di Nelson. Come si vedrà il Re ne fu invece informato molto prima.
*) Poiché la vittoria degli Austro-Bussi aveva liberato il Piemonte, il He cercò di rientrarvi, ma ne fu impedito dall'Austria eli e voleva tenere per sé un lembo di Siali di terraferma (MBLIS, Dominazione sabauda in Sardegna, Oristano, 1932, p. 12; AZOTO Storia geografica, politica e naturale della Sardegna, ristampa di Sassari del 1950, p. 148).