Rassegna storica del Risorgimento

GUARDIA NOBILE MODENA 1859
anno <1969>   pagina <262>
immagine non disponibile

262 Alfonso Morselli
avrebbero fruttificato più tardi, nei campi più 'impensati: anche fra i nobili, e persino ira quelli più vicini alla Corte.
Si pensa a oneste cose, scorrendo un certo documento, autentico e unico del genere, a cui non credo che altri abbia finora posto attenzione, ossia un registro manoscritto di ordini del giorno della Guardia Nobile, *) com­prendente una sessantina di tali ordini, dal 10 agosto 1857 al 15 maggio 1859. E vada pure che la maggior parte delle disposizioni, relativa a servizi ordinari, ha scarsa importanza per noi, come dicono poco a chi li trova dopo più di cento anni i riferimenti a personaggi insignificanti o del tutto scono­sciuti; però, fra tante altre divenute ormai prive di valore, parecchie testi­monianze conservano un notevole interesse, e ancor più sono interessanti per­ché inaspettate. Cosi chi si accingesse a leggere quel registro con la persua­sione di trovarvi un immutabile clima di onore e fedeltà e solo echi di un'attività perfettamente disciplinata, ne riporterebbe alla fine più d'una sorpresa.
Nessuno s'aspetterebbe, ad esempio, in un ordine del giorno del 17 aprile 1858, le seguenti parole del colonnello Calliani : Con vero dispiacere ho dovuto rimarcare che ieri mattina molti signori cavalieri della Guardia Nobile, i quali pure avevano sottoscritto il mio precedente ordine del giorno, si sono astenuti dall'intervenire a prestare l'ordinato servigio, senza aver presentati motivi che giustificassero la loro assenza. Voglio lusingarmi che Io zelo col quale è sempre stato adempiuto dal nostro Corpo il r. servigio non sarà per diminuire e che non dovrò in altro incontro trovarmi costretto a ricordare gli obblighi che ciascun individuo volontariamente si è assunto: così tutto il peso del servizio non dovrà quindi innanzi essere sostenuto do quelli che, inappuntabili nel loro dovere, debbono disimpegnare oltre le proprie anche le altrui funzioni . Il servigio trascurato era quello d'accompagnare il duca a una messa solenne nella chiesa di San Domenico, ricorrendo la festa di San Contardo, patrono dell'ordine dell'Aquila Estense: grave mancanza quindi da parte delle numerose guardie negligenti e irrispettose, e pericolo, per il comandante, di figurar male agli occhi dell'Augusto Sovrano.
Del resto l'afflitto colonnello dovette lusingarsi poco circa il futuro zelo d'alcuni suoi subordinati: tanto è vero che, scrivendo un altro o.d.g. il 29 maggio, sentì il bisogno di chiuderlo con queste parole: Il non presentarsi senza un giustificato motivo costringerebbe suo malgrado il sottoscritto a misure di rigore. E anche il 27 luglio sentì di dover minacciare di nuovo, pur temperando con un po' di dolce l'agro finale del suo ammonimento: Nutro la ferma speranza che nessuna delle signore Guardie di cavalleria sarà per mancare al proprio servigio e che non avrò motivo che di lodarmene. Le prevengo però che in caso contrario sospenderei il foraggio a quelle che non facessero il loro dovere.
C'è veramente da restar stupiti, per un lettore dei nostri giorni. Il peri* colo dell'assenteismo s'era dunque fatto continuo? Lo spirito di corpo, altre volte ricordato dal comandante come naturale corrispettivo del privilegio d'esser guardie della sacra persona del Sovrano 2' era tanto diminuito?
-) Il registro si trova ora nell'archivio del Museo del Risorgimento di Modena: mas., nuova serie, casa. II, n. 16.
2) Cosi si esprime un o.d.g. del 3 settembre 1857.