Rassegna storica del Risorgimento
GUARDIA NOBILE MODENA 1859
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1969
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pagina
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264
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264 Alfonso Morselli
stato stabilito di scrivere qualche cosa1* dopo quel numero, mancarono certa* mente il tempo e il modo dell'esecuzione pratica. L'11 giugno, infatti, Francesco V, travolto dagli avvenimenti politico-militari, lasciava per sempre Modena, e da quel giorno -il" ducato era praticamente finito.
Questi, gli episodi nuovi messi in luce oggi dal nostro documento. Episodi non clamorosi, sia pure; ma bastano a rivelare una realtà latente e sinora ignorata, stati d'animo ben poco sospetta bili nell'ambiente dell'ultima Corte modenese. Possiamo dire che completano, grazie a particolari assolutamente inediti, un quadro storico già conosciuto, del quale, però, d'ora innanzi potremo renderci conto con accresciuta chiarezza.
L'irregolare e ripetuto comportamento di numerosi appartenenti a un corpo militare scelto, anzi privilegiato , non fu affatto fruito di semplice irriflessione, come il loro comandante mostro di credere da principio del resto anche le parole del Galiiani, sempre: più amareggiato, finirono con l'aggiungere e certo non fu per poco - alle accorate deplorazioni le minacce di severi castighi. Quei nobili cavalieri, che trascuravano ìl servizio, imperturbàbilmente, senza neppur cercare un'ombra di giustificazione, non pecca vano, no, di leggerezza, ma, se mai, d'indifferenza e anche d'intolleranza. Avevano perduto la fede nelle istituzioni del loro paese; non credevano più, come il duca avrebbe voluto, alla causa <c della legittimità e dell'ordine e perciò si sottraevano il più possibile, nonostante gl'impegni assunti con l'arruolamento, alle esigenze della disciplina militare.
Eccezioni, penserà forse qualcuno, perché nel suo insieme la Guardia Nobile si manteneva fedele e non mancò di dare ulteriori prove della sua devozione. Ma va pure notato che, secondo l'esplicita dichiarazione del loro comandante, gl'insubordinati erano molti e che certi atti assumono una particolare importanza se si guarda alla qualità di chi li compie.
Tanto più significativi poi ci sembrano certi gesti d'insubordinazione, quasi di larvata ribellione, se messi in relazione con altri segni d'una crisi politica che avrebbe trovato, verso la metà del '59, il suo fatale sbocco. Erano un lontano ricordo ormai, nelle coscienze e nell'agi re, i giorni della Restaurazione, che avevano riportato a Modena le acclamate insegne ducali, e sempre più s'allentava nei sudditi il vincolo che li aveva fatti in grandissima maggioranza docili e sottomessi. Natura In ieri te anche i patrizi di servizio nell'anticamera di Francesco V non ignoravano come s'evolvesse il pensiero fuori del Palazzo, né potevano sempre sottrarsi all'influenza di modi nuovi di sentire la vita e di guardare all'avvenire: perciò è logico vedere nei liberi atteggiamenti di alcuni di loro altrettanti sintomi d'un sentimento di critica che serpeggiava fra i più vari strati della popolazione. Quel vento di fronda, che non aveva lasciato immuni nemmeno certi organi istituzionali, era persino riuscito ad introdursi, portatovi da cortigiani, nelle sale della reggia.
t) Con molta probabilità il Valentin! voleva comunicare ufficialmente l'indirizzo di salato rivolto da Francesco V al Comando della Guardia d'Onore, datato il 10 giugno 1859 e dare atto della partenza del*duca. Il testo dell'indirizzo ducale e quello dell'ordine del giorno steso dal Volentlni con la data del giorno successivo sono stati poi pubblknti dal DE VOLO, op. cU voi. IV, pp. 557-558.