Rassegna storica del Risorgimento

GUARDIA NOBILE MODENA 1859
anno <1969>   pagina <265>
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La Guardia nobile estense nel 1859
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Sarà bene, dunque, aggiungere d'ora innanzi anche le impensate anomalie disciplinari di Palazzo ducale al quadro delle manifestazioni varie che prean-mainarono, più o meno chiaramente, la fine del governo austro-estense; e si vedrà cosi, fra le altre cose, come i molti casi din disciplina di Guardie nobili s'intonassero con altri episodi del genere, già noti, riguardanti anch'essi l'ordi­namento dello Stato e l'autorità ducale. Basterà richiamare, a questo propo­sito, due soli esempi: ricordare, cioè, che sul cominciare del 1859, quando tutti avvertivano già vicinissimo lo scoppio della seconda guerra d'indipen­denza, era possibile a molti soldati dell'esercito estense evadere tranquilla-mente di notte dalla Cittadella, per unirsi ai volontari avviati di nascosto in Piemonte; e, pure in quei giorni, non mancarono pattuglie della polizia che, in giro d'ispezione per la città, lasciavano correre,'fingendo di non vedere il ben noto lavorio cospiratorie dei liberali. ' ' Altrettanto tiepidi o malfidi sostegni del legittimismo erano quelle signore guardie s> a cui rivolgeva le sue rimostranze il colonnello Galliani.
La crisi del ducato, insomma, divenuta molteplice e profonda, aveva ormai raggiunto una diffusione tale da non permettere più né speranze né timori d'un ritorno all'antico. Non tutto, a dir vero, nella vecchia Modena era brutto o andava male, e il suo ultimo duca non era poi il cattivo o lo sciocco che apparve alla passione patriottica di tanti; ma che importava ciò? La causa dell'unità d'Italia incalzava, e nulla avrebbe più potuto salvare un regime superato dai tempi e destinato a una fine imminente.
ALFONSO MORSELLI
2) Particolari dei fatti a cui qui si accenna 91 possono vedere in A. MORSELLI, Crisi e tramonto del Ducato austro-esterne, Modena, 1961, pp. 15 e 18; e cfr. pp, 38-39,