Rassegna storica del Risorgimento

BLANC ALBERTO <>; CONFERENZA DI LONDRA 1
anno <1969>   pagina <267>
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La conjorensa di Londra del 1867 267
Nel settembre del '66, com'è noto, la Francia aveva richiesto il Lussem­burgo, unito nella persona del Re-Granduca alla Corona d'Olanda e legato militarmente alla Confederazione germanica, quale compenso alla propria media­zione nella guerra austro-prussiana. Divenne, quindi, per Napoleone III un punto d'onore in cui era riposto il proprio prestigio internazionale, un tenta­tivo di distrarre l'opinione pubblica dai gravi problemi interni che travaglia­vano il regime imperiale; l'ultimo estremo tentativo , come nota giustamente il Taylor, per fare accettare ai Francesi, e soprattutto all'opposizione capeggiata dal Thiers, l'ingrandimento della Prussia. Per Bismarck, impegnato al Reicbstag-Costituente della Confederazione del Nord (4 marzo-24 aprile) rappresentò la concessione necessaria alla corrente nazionalista per travolgere eventuali oppo­sizioni democratiche o municipalistiche al suo tipo di Confederazione.1) L'inse­rimento del conflitto nel più vasto schema europeo dei rapporti dì potenza, l'atteggiamento della Russia che esigeva concessioni nell'ambito della questione d'Oriente che né la Prussia, né la Francia volevano fare e quello dell'Inghil­terra che non voleva essere coinvolta in avventure continentali né d'altra parte lasciare mano libera alla Russia nei Balcani, resero possibile, anzi necessario il compromesso: -' neutralizzazione del Granducato sotto la garanzia delle grandi potenze e sgombero delle forze militari prussiane. Risultato del compromesso, la Conferenza di Londra n'a pas été la cause, mais l'effe! d'un changement dans les dispositions nn moment menacantes de la France et de la Prusse... et à ce que les deux puissances engagées se sont appliquées, au dernier moment, à éviter si soignensement de prendre la responsabilité d'une rupture, que l'on a pu trouver dans leurs concessions réciproques de quoi conjurer le perii actuel .
Date queste premesse, risulta evidente che il perìcolo di una rottura, peri­colo presente fino all'ultimo , non poteva venire dal contesto della Conferenza ( le sedute si susseguivano con rapidità e successo, e... i plenipotenziari pone­vano tutto il loro impegno ad appianare le difficoltà ), bensì dal di fuori, dalla situazione cosi tesa tra la Prussia e la Francia da far temere che una minima complicazione di contorno, infiammando suscettibilità già troppo ecci­tate, potesse far scatenare la tempesta par dessus la téle des plénipotentiaires.3)
La prima difficoltà fu causata dalle zrépugnances da parte della Gran Bretagna a garantire la neutralità; solo l'atteggiamento molto deciso del conte di Bernstorff, decideva Lord Stanley, al cui progetto solo la Francia sembrava voler dare un certo appoggio, ad accettare la garanzia collettiva della neutralità del Lussemburgo.
*) SaB'atteggiamento delle due potenze e sull'importanza della polìtica interna nel determinare la crisi cfr. B. CIALDEA, op. cit pp. 543-449, W. A. FLETCHER, op. cit., pp. 141 e segg. e A. J. P. TAYLOR, L'Europa delle Grandi potenze, Bari, 1961. Mi sembra però che il Taylor (pp. 265-266) mostri una certa incomprensione sui motivi reali della condotta di Bismarck; motivi che invece Bono stati ben puntualizzati da Cialdea (op. cit*, pp. 545-546).
2) Sul peso avuto dalla Questione d'oriente nella crisi del Lussemburgo cfr. A. J. P- TAYLOR, op. ctt* pp. 261-268.
*) Da notare che Blanc, mentre parla di un partito bellicoso molto forte a Parigi * denunciando cosi decisamente lo spirito bellicistico dei Francesi, per Berlino usa una perifrasi assai più abile : oo sembloit si convaincu à Berlin qu'iì faudrait inévitablement vider tòt on tard une querelle de suprématie avoc la France . È la linea condivisa da de Launay e, per quanto riguarda l'esistenza di ano spirito bellicoso in Fronda, anche dal Nigra (v. n. 1 p, 270).