Rassegna storica del Risorgimento
BLANC ALBERTO <
>; CONFERENZA DI LONDRA 1
anno
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1969
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270
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270 Filippo Mazzoni*
sera moralement contee elle, car l'Ali emagne a le droit de se constituer cornine elle l'entend.
Ritorna il tema della plausibilità del pretesto cui si contrappongono da una parte il buon diritto prussiano e dall'altra la responsabilità morale della Francia. D'altro canto in Francia, lo maggior indiziata, gli uomini dei diversi partiti che vogliono la guerra, non la vogliono che dal punto di vista transitorio e secondario della forza che credono che la guerra darebbe al loro partito , mentre nessuno la vuole in vista di una estensione di frontiere, o per sentimenti nazionalistici? J); (atteggiamenti e sentimenti questi ultimi che il Blanc sembra dimenticare essere invece ben presenti in Prussia). Saranno quindi sufficienti qualche cortesia usata dalla Prussia e una più stretta applicazione da parte della Francia della, circolare La Vallette,2) per garantire la pace. È evidente che questo ottimismo semplicistico e risolutivo, seppur non privo di acute osservazioni politiche, si giustifica soltanto in quella prospettiva di ingenuità voluta, cui si accennava prima, intesa a dimostrare la necessità per l'Italia di seguitare per quella via di stretta neutralità e indipendenza vistosamente mantenuta per tutta la durata della crisi del Lussemburgo.
Les deux objets importans à considérer dans nutre admission à la confé-rence étaient: l'avanlage d'ètre iraités comme une grande puissance, et l'iute-rét réel pour nous de la consolidation de la paix entre la Prusse et la France .
Interamente assorbito dalle preoccupazioni di politica estera, Blanc non si cura di dedicare al primo dei due punti quell'attenzione che il carattere priori-tarlo della sua importanza per la politica interna del paese richiede.
Quando la crisi del Lussemburgo uscì, secondo una felice espressione del Ci al dea, da sotto la coltre del segreto diplomatico , l'Italia stava attraversando un periodo di grave crisi interna; crisi non solo governativa, in quanto Ricasoli aveva presentato per la seconda volta le proprie dimissioni e Rattazzi era impegnato nella difficile ricerca di formare un nuovo governo, ma anche, cosa assai più grave, istituzionale. La scarsa popolarità goduta allora dalla monarchia, in seguito anche alle umiliazioni della guerra del '66, aveva coinciso con una ripresa del mazzinianesimo 3) e con una serie di gravi manifestazioni di malumore ed insofferenza che avevano avuto il loro culmine nei moti di Palermo e che avevano ridestato nell'opinione pubblica moderata il mito del pericolo rosso; le condizioni economiche del paese erano cosi gravi da destare da più parti l'apprensione della bancarotta per il giovane Regno; preoccupazioni susci-'. . -
Gfc. Nì{tra a Campello, 19 maggio, Politica 448, Confidenziale, ASMÀE, b. 1305: cv'è... una moltitudine di gente di ogni partito e d'ogni classe che desidera ancora la guerra, e di>hStira die il governo è perduto se non la fa. TI Nigra crede, però, che tale volontà di guerra sia determinata da motivi di carattere emotivo e irrazionale. V. su questo argomento "V. L. M. CASE, Public Opinion on War and Diplomacy during the Second Empire, Filadelfia, 1954.
2) Deve trattàri! della circolare Inviala dal La Vallette, facente funzione di ministro degli Esteri dopo il siluramento di Rouher, il 16 settembre 1866 (in Les Origine* dipUrmatiquèt ciL, voi. XIII, n. 3598), dove tra l'altro si dice: e L'imperatore non erede ebe la grandezza di un paese dipenda dalla debolezza dei suoi vicini e ritiene possibile un vero equilibrio soltanto quando siano soddisfatte le aspirazioni delle nazioni europee* (Riportato dal TAYLOR, op. tó.r p. 259).
8) Il segno piò clamoroso ai ebbe per l'elazione del Presidente della Camera, il 18 dicembre 1866, durante la quale il nome di Mazzini raccolse ben 13 voti.