Rassegna storica del Risorgimento

BLANC ALBERTO <>; CONFERENZA DI LONDRA 1
anno <1969>   pagina <271>
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La conferenza di Londra del 1807 W 271
lavano pure i disegni di colpo di Stato vagheggiati da Vittorio Emanuele II e, seppure in maniera diversa, da Ricasoli. *> Infine 0 governo che Rai lazzi, una volta rientrati i tentativi autoritari, era riuscito a costituire, non pareva il più idoneo a tranquillare gli animi: fallito il tentativo di ottenere la partecipazione di personalità di diverso orientamento, ma di indiscusso prestigio, e dar luogo a una grande coalizione o a un governo di unità nazionale, era Stalo formato quello che oggi definiremmo un governo daffari, privo, però, eccezion fatta per Ferrara e Thaon di Revel, di tecnici di valore o di elementi dotati di consi­stente seguito politico. Al ministero degli Esteri era stato chiamato il conte Pompeo di Campetto dietro il quale Rattazzi intendeva dirigere personalmente la politica estera, tramite il capo di gabinetto politico Barbolani, 2'
Il Rattazzi vide nella questione del Lussemburgo l'occasione che si offriva al governo, mediatore obbligato tra Francia e Prussia, di acquisire il pre­stìgio internazionale e l'autorità all'interno che gli mancavano e di attuare quella politica estera di indipendenza dalla Francia che era nelle sue prime inten­zioni. 3> La proposta russa di mia soluzione europea e diplomatica della crisi venne ad interrompere il concreto spiegarsi dell'azione italiana; ma il gradi* mento con cui erano stati accolti da Francia e Prussia i buoni uffici italiani, cui aveva dato la propria adesione anche l'Inghilterra,"1) e soprattutto i trascorsi legami di alleanza con ambedue le potenze costituivano secondo il governo ita* liane i titoli reali per partecipare alla Conferenza di Londra, pur mancando dei titoli legali, derivanti dal trattato del 1839.)
Il Blanc è invece convinto che l'Italia fosse in possesso non solo dei titoli più naturali dal punto di vista degli interessi , ma anche di quelli più rego­lari dal punto di vista della legalità diplomatica , per essere ammessa alla Con­ferenza: Ces titres, il n'est pas besoin de le dire, consistent, en premier lieo, dans les intéréts positifs qui se relient pour nous à la situation extérieure de l'Allemagne, dans le poids que nous pouvons apporter à la balance des forcea respectives de la Prusse, de la France, de l'Autriche; ila consistent en second lieu dans notre parlieipation aux traités qui sont le point de départ de la
) Gfo IL MORÌ, óp. citn pp. 109-122.
~) Sulla formazione del secondo ministero Rintuzzi cfr. R. Moni, op. cit., pp. 125-129. Sulla funzione di Barbolani, cfr. B. OALDEA, op, cit* p. 558.
S) e Le Mìnlstère, aussitót après non installation, a jujé nécessaire de fai re à la Chambre des députés une déelaration esplicite de laqueUe il rossori que uous sommes préo'ccupcs avant t'out des besoins intérienrs du pays et que notre politique est libre de tont engagement envers les puissances étrangùres : CampeUo a d'Azeglio, 19 aprile, In Camera dei Deputati, Documenti Diplomatici concernenti la questione del Lussem­burgo presentati dal ministro degli affari esteri-netta tornata del 5 giugno 1867. 11 ibro verde, n. 11), pp. 20-22. Di identico contenuto le istruzioni del CampeUo ai rappresen­tanti d'Italia a Berna, L'Aja, Bruxelles, Carlaruhe, Monaco e Stoccarda 21 aprile, in tibro verde, n. 11, pp. 26 e 27. In questo senso ancora Campetto a Incontri, 30 aprile e CampeUo a de Laanay, 30 aprile, in Libro verde, n. 11, pp. 3742. Le dichiarazioni di Rattazzi alla Camera, cosi come la formazione del nuovo governo, lungi dal destare sospetti o preoccupazioni nel governo francese, erano state da questo accolte con favore. Cfr. 11. Monr, opV'éfc* pp* 129-131,
4) Cfr. B. OALDEA, op. ciL, pp. 573-580. Sul rifiuto da parte del governo italiano alle richieste francesi di un intervento amichevole a Berlino cfr. B. Moni, op. cit., pp. 13243**
o) Cfr. B. CIALDEA, op. cit., pp. 583-586.