Rassegna storica del Risorgimento

BLANC ALBERTO <>; CONFERENZA DI LONDRA 1
anno <1969>   pagina <272>
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272 Filippo Muzzonìa
réorganisution adunile de PAilemagne, partìciptit ioti des plus étroites, un échange de notes fornici nous constituant contine les co-sìgnataires du traile de Progne. L'Italie, alliée à la foìs de la Prusse et de la Fraine, n'est pas eeulement entre elle? un médiatenr dilige; elle est encorc, depili? la conséeration réoiproque des resultate de son alllance uvee la Prusse, competente à Pégal au nioins de tonte autre puissanee dans les question* extéricures que l'état de l'Allemagne peul soulcver.
Si tratta per Blauc, come si vede, di considerare la questione di diritto sotto un'angolazione diversa, spostando l'attenzione dall'oggetto del dissìdio (Lussemburgo e quindi trattato del '39) ai soggetti (Francia e Prussia e quindi trattato di Praga). Pertanto egli non può non riprovare con formule abbastanza scoperte, l'atteggiamento del d'Azeglio limitatosi durante la prima seduta della conferenza, a un ringraziamento... e a forme di cortesia in qualche modo personale. Né può essere d'accordo, e ancora una volta il suo dissenso sembra indirizzato contro l'acquiescenza dell'Azeglio, con la formula ambigua voluta dall'ambasciatore di Francian con la quale, nel preambolo del trattato, si prende atto ufficialmente della presenza italiana alla Conferenza2) tanto più che l'iniziativa inglese di proporre o, come avvenne, di far proporre all'Olanda l'ammissione lell'Italia non fu così spontanea e priva di difficoltà come si poteva ritenere in base ai documenti finora a nostra conoscenza.8'
Il [d'Azeglio] trouva d'abord chez Lord Stanley une inedie persistante passive qui furent sur le point de lui inspirer quelque découragement. Une
*) All'episodio d'Azeglio, non aveva attribuito grande importanza come ebbe a dichiarare molto tempo dopo al Campetto (d'Azeglio a Campello, 1 loglio 1867, in Ardi. Campello, Spoleto):
< Credo opportuno di scriverle poche righe relativamente a quanto ella mi scrisse relativamente alle inesattezze dell'ambasciatore di Francia.
...Ma ilei resto mi son accorto che il mio collega ama a darvi importanza. Egli ira l'altre cose voleva persuadermi d'esser stato il primo a farmi parte dell'iniziativa di Lord Stanley a nostro riguardo. Mentre gli feci capire che quando egli mi disse il giovedì mattina che Lord Stanley ne aveva telegrafato dappertutto io gli risposi che grazie alPEgerton io avevo telegrafato la notte prima che egli aveva l'intenzione di farlo.
Qualche collega m'à parimenti detto che personalmente egli pareva poco favorire la nostra ammissione e che aveva anzi detto che varie potenze bramavano prender parte alla Conferenza ma non ricscixebhero. Tra l'altre l'Italia. Egli aveva detto tempo fa alla medesima persona che pagherebbe volentieri 100/in franchi per poter cancellare dalla sua vita diplomatica due epoche la Conferenza L. e la sua missione in Italia.
Io ultimamente gli feci sentir quanto m'incresc.esse il saperlo meno buono Ila* liane di quanto Io immaginavo. Ed egli mi rispose che non m'aveu mai celato che quanto alla quistione romana differivamo di modo di vedere. Ma gli dissi in parto quanto mi foste stato riferito ed egli negò.
Del reato devo dire che personalmente con me egli e sempre stato amicissimo e gentilissimo. Onde penso di continuar nei medesimi termini essendo la diplomazia cosi fatta che pel buon andamento delle cose convicn qualche volta saper diluenti* care >JJL
**) li rimprovero, se pur velato, mosso al comportamento deferente del d'Azeglio, (e da questi spiegato nella sua lettera delPH maggio gin cit.), paro in contrasto con quanto lo stcso Diane dichiara a proposito del comportamento che il rappresentante italiano doveva tenere alla Conferenza.
3) Cfr. d'Azeglio a Campello, 2 maggio, Politica 252, ASM AE, b. 1349.