Rassegna storica del Risorgimento

BLANC ALBERTO <>; CONFERENZA DI LONDRA 1
anno <1969>   pagina <274>
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Filippo Mazzonis
la idealistica bandiera del sentimento nazionale cui gli Italiani non potevano essere insensibili. *) È un continuo richiamo alla volontà pacificatrice dell'Italia e agli ideali che ne hanno animato la sua recente lotta per l'unità, con un lin­guaggio non privo di colore ed efficacia: difendere la pace degli istinti di ri­valità e di lotta che appartengono ad un'epoca sorpassata... salvaguardare il principio di nazionalità... [dal] risveglio degli odi da popolo a popolo, dimen­ticati dopo il 1813 , è la funzione dell'Italia, non solo per quanto riguarda l'at­tuale congiuntura, ma, sembra voler dire Blanc, anche per il futuro:
Il est de la damiere importance que I'indépendance complète de notre politique soit an-dessus de tout soupcon, et que l'on ne puisse plus prétexter méme d'une apparence pour insinuer que nona apportons dans lee conseils euro-péens les inspirations d'une autre puissance .a'
Nell'ambito di questa linea di condotta il compito principale del pleni­potenziario del Re doveva [essere di associarsi agli sforzi dell'Inghilterra e di secondarli: l'accordo con Londra perseguito dal governo italiano sin dall'ini­zio delle trattative,3) era necessario sia alla attuazione della politica di indi­pendenza così decisamente intrapresa, sia nella prospettiva di una intesa anglo­italiana riguardo alla questione d'Oriente.4*
Nel concludere le sue note, atese troppo liberamente e troppo rapida­mente , il Blanc non può 'far a meno di invitare il Governo del Re... a felicitarsi dei buoni risultati raggiunti. Il primo risultato, precedentemente sottolineato, consiste nell'ammissione stessa alla Conferenza: è l'esplicito rico­noscimento all'Italia dello status di Grande Potenza, direttamente interessata al mantenimento dell'equilibrio della pace in Europa. Il concerto europeo delle cinque potenze si amplia, la Pentarchia diventa Esarchia : Notre pays, on pent l'espérer, tirerà de là non moina de parti pour les affaires de l'Europe centrale qn'il n'en a tire pour les affaires d'Orient de sa participation au tratte de Paris de 1856*.5) Il secondo felice risultato è costituito per Blanc, dalla
1) È il contrario di quanto scriverà al Mughetti in due ben note lettere pochi giorni dopo la presa di Roma (cfr. CHABOU, op. cit., pp. 4-6).
2) È da tener presente che voci allarmistiche di un'alleanza tra Francia e Italia erano circolate insistentemente durante la Conferenza e, malgrado numerose e assai nette smentite, ripresero a circolare a Conferenza conclusa.
Cfr. B. CIALDE*, op, eh-, pp. 566-568 e 603, e R. MORI, op. ci/:., p. 137. De Laonay scriveva in proposito al Campello : Les malveillants se refusent a y voir un des resultate de notre position de Grande Puissance. position déjà incontestable, mais aujourd'boi incontestée. Jls prétendeut que nous avons gogne le vote de la Franco par un engagement de marcher de son coté dans le cas où la guerre éclaterait contro la Prusse sur la question de Luxembourg, ou sur toute autre. Mais e'est là vouloir chercher midi à quotorze heures, et B'obstiner à nous représenter cornine prenant le mot d'ordre à Paris, quand cu maintes occasiona nous avons fatt preuve d'indépen-dance, et mentre que nous souunes avant tout italiens pur sang . (De Lannay a Cam­pello, 7 maggio, Particulière, Archu Campello, Spoleto). Cfr. Campetto a De Launay 15 maggio, e a Nigra 11 e 15 maggio. AMAE, li. 1142.
) Cfr. D'Azeglio tf Campello, 19 aprile, già citato, a Nigra, 20 aprile, in labro verde, n. 11, pp; 23-24, a De Launay, 21 aprile, riportato parzialmente in Libro venie, n. il, pp. 25-26. Cfr. anche B. CULDEA, op. cit., pp. 566-576.
*) Cfr. B. CIAUHU, op, off,,, pp. 522-526 e 566.
*) Cfr. D'Azeglio a CatnpeQo, 13 maggio, politica 264, ASME, h. 1349: Al Congresso di Parigi s'inizio mercé il Conte di Cavour la considerazione data alle cose d'Italia dalle potenze riunite in Congresso. Ma trovo che la Conferenza dì Londra non