Rassegna storica del Risorgimento
BLANC ALBERTO <
>; CONFERENZA DI LONDRA 1
anno
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1969
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276
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276 Filippo Mazzonis
gli entusiasmi del Blanc, che pur aveva mostralo una cautela, e un realismo assai maggiori nel valutare la portata generale degli accordi di Londra.
Innanzitutto le speranze di un'intesa con l'Inghilterra per una politica comune nei confronti dello spinoso problema orientale, si rivelavano di assai difficile realizzazione; in data tre giugno il marchese d'Azeglio, in lettera parti* colare al Campello, considerato che il governo: italiano intendeva associarsi a una linea attiva, lo mette[vai in guardia sul sistema d'inattività di questo gabinetto; poiché qua è di moda il lasciar Far altrui purché uno se ne stia in disparte a osservare e concludeva << che potremo difficilmente marciar d'accordo con Londra . 5?
Anche dal punto di vista del prestigio internazionale i vantaggi risaltanti dalla partecipazione italiana alla Conferenza di Londra furono limitati dal fatto che, come osserva il Cialdea. la Conferenza di Londra fu l'ultima del Concerto europeo continentale,... l'Europa non impegnata assistette, infatti, alla crisi del 1870, con le braccia conserte... e dal 1870 il Governo d'Europa... non soltanto cessò di governare i contrasti tra Potenze europee nell'ambito dell'Europa storica, ma rinunciò anche a tentare di governarli .s)
Per quanto riguarda i riflessi in politica interna, il riconoscimento dell'Italia quale grande potenza non ebbe l'incidenza sperata: 8) un'affermazione in campo internazionale non poteva esser sufficiente a risolvere la crisi generale in cui versava il paese. Dopo appena sei mesi e una settimana di vita agitata il governo Rattazzi era costretto a dimettersi.
*) L'intendersi con l'Inghilterra in quanto concerne l'Oriente lui sicuramente il vantaggio di impedir altre potenze di correr di galoppo. Ma suppongo che intenda V.E. associarsi a una linea attiva, mentre invece Lord Stanley adotta generalmente la linea passiva. E riescirà difficile per noi l'isolarsi con l'Inghilterra o ad isolarla. Mi permetto semplicemente quest'osservazioni puramente onde metterla in guardia sul sistema d'inattività di questo gabinetto; poiché qua è di moda il lasciar far altrui purché uno se ne stia in disparte a osservare.
Dicono perciò qua, vada pure l'Oriente purché non sia per opera nostra. Ma quello precisamente che ci sta a cuore è di non lasciarsi sconsideratamente trascinare a far demarches in comune che poi anche in comune leghino la nostra azione. Essi stan dunque molto guardinghi e sempre paventano a qualunque proposta si faccia. E se il governo del Re brama in queste quisiioni non far banda a parte temo che potremo difficilmente marciar d'accordo con Londra, la quale vedendoci unirci in note collettive ce ne farà un appunto . (D'Azeglio n Campello, 3 giugno, in Arch. Campello, Spoleto, eh-. P. CAMPELLO, op. cit*, p. 122). Cfr. anche d'Azeglio a Campello, 1 giugno, politica 272, ASMAE, b. 1349.
a) R. CIALDKA, op. efe, pp. 603*604.
) Campello a d'Azeglio, 10 maggio, Inghilterra in partenza, ASMAE, 1166: La notizia di essere stato invitato il Governo del Re a prender parte al In Conferenza di Londra ha prodotto in Italia, come era da aspettarsi, la più viva soddisfazione. È questo un fatto che eserciterà certamente la più salutare influenza non solo nelle nostre rela* zioni estere, ma ancora nello nostre condizioni interne. D'Azeglio a Campello, 13 maggio, politico 264 già citala: Possa questo giudizio dall'estero contribuire alla combinazione della nostra unione all'interno . Rattazzi ncll'annunciare alle Camere l'aramiiBione dell'Italia alla Conferenza, aggiungeva è un avvenimento che sarà, ne sono certo, accolto con la più viva soddisfazione sia dal Parlamento, come da tutto il Paese. (Estratto dal Rendiconto ufficiale dalla tornala dell'8 maggio 1867 della Camera -dei Deputati, in Libri verdi, n. 11, p. 60, riportato anche da B. CIAI.PEA, op. dt,f pp. 598-39.9).