Rassegna storica del Risorgimento
BLANC ALBERTO <
>; CONFERENZA DI LONDRA 1
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1969
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278
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278 Filippo Mazzonis
Ho l'onore mandarle annessa la traduzione di questa mia lettera. Più tardi vidi l'ambasc. di Francia il quale sempre per me amico* mi raccontò essersi inviati i telegrammi per i quali Lord Stanley prendeva la tanto sospirata inizia tiva. Ma colla riserva di cui avevo fatto cenno. Cioè dopo la prima riunione. Anzi esso non aveva visto Lord Stanley ma lo seppe da chi aveva credo visto i telegrammi che indovinai esser l'ambasciatore di Russia.
Egli mi complimentò molto in questo nostro risultato e non potei a meno di riflettere da quanto poco dipenda il mancar un affare. Poiché sarei stato al momento ieri di creder tutto perso e scrivere in conseguenza
Ma cogli Inglesi convien sempre ricordarsi che fan sempre più di quanto dicono, al contrario d'altre nazioni. M'accorsi del resto che le cose erano andate come speravo. Appena seppe da me le buone disposizioni del Governo Inglese lunedi immediatamente ne rese consapevole il Moustier e così facilitò anche le dichiarazioni francesi.
Ecco quanto mi pare di dover aggiungere al mio dispaccio.
Sarà forse essenziale che non comparisca che fu il sotto segretario che mi diede quelle notizie e raccomandandomi a V.E. la prego a voler gradire i sensi dell'alta mia considerazione.
D'Azeglio
2
[Londra], 2 maggio 1867
Traduzione dall'inglese di mia lettera al S." Segr. per gli Esteri
Un gran peso mi si levò d'addosso con la nostra conversazione di ieri sera e mi permetta ringraziarla di quanto ella mi disse. Mi increbbe assai l'aver trovato Lord Stanley in disposizione molto diversa del suo solito umore gioviale.
Io non chiedevo altro che una semplice risposta a un semplice quesito.
E m'increbbe non meno il dovermi forse dire che Lord Stanley mi considerava qnasi fossi un suo persecutore. Ma per sfortuna un agente diplomatico non è sempre padrone di far quel che brama ma deve obbidire ad istruzioni.
Potesse Lord Stanley anche per poco trovarsi occupar un posto di Ambasciatore e vedrebbe come di quando in quando sia difficile far il proprio dovere e còl suo alto sentire quanto penoso sia per un gentleman l'aver l'aria di star in agguato del Ministro degli Esteri per strapparne quanto esso non vuol dirvi. Posso ben dire che me ne sento talmente oppresso talvolta che è sicuramente uno dei più potenti motivi del desiderio di lasciar la carriera.
Tornando ora al grande affare della nostra ammissione mi è venuto in mente dopo che la vidi che se l'Inghilterra perde questa aurea occasione di ristabilire la sua posizione in Italia potrà quasi chiamarsi un errore politico.
Ih grazie al sistema inaugurato da qualche anno il parlamento Britannico ha evitato di prender una parte attiva negli affari d'Italia fuori che con discussioni che sovente fecero più male che bene.
Lord Palmerston usava dirmi che avrebbe volentieri guerreggiato per noi, ma il parlamento non glielo voleva concedere.
Francia e Prussia la pensarono altrimenti. Se per conseguenza voi non v'impicciate nelle nostre battaglie e ricusate servizi di genere pacifico come quello che ci potete render attualmente, non dovrete poi stupire se l'influenza Inglese diventa una cosa del passato. E non scordate che il partito Tory essendo