Rassegna storica del Risorgimento

BLANC ALBERTO <>; CONFERENZA DI LONDRA 1
anno <1969>   pagina <280>
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Filippo Mazzonis
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[Londra]. 30 aprile [1867] 49 Grosvenor Street Eccellenza
Una delle buone ragioni cbe da quanto mi disse l'ambasciatore impedireb­bero cbe la conferenza a Londra regolasse realmente la questione è la gran inesperienza diplomatica di Lord Stanley.
Il quale bencbé di modi piacevoli assai, non senza un pò di 'Stranezza originale non ba gran risorse in fatto d'espedienti diplomatici e conviene gui­darlo per mano a guisa di ragazzo.
Questo è quanto non potevo metter nel dispaccio.
Ho creduto essenziale di metter sotto gli occhi di V. E. quanto sopra, onde non si esagerasse lo stato delle cose. H fatto sta che Lord Stanley mi disse ieri che credeva che in tutto quest'ultimo perìodo le due partì contendenti brama­vano sopratratto, con ratto cbe sembrassero marziali molto, [chej i comuni amici le impedissero di venirne a estremità e ambedue s'erano accorte che non erano così pronte come credevasi. Prendendo da un canto le buone disposi­zioni mostrateci dai nostri alleati e dall'altro le difficoltà non immaginarie che esistevano per ammettere ritali a e non la Spagna, che mi sembrò che s'avrebbe potuto ideare un mezzo termine cbe contentasse noi senza farci dar del seccatore.
Ecco quanto ho pensato di dover aggiungere al contenuto del mio dispaccio d'oggi. Credo del resto che quello per cui possiamo accender una candela sia per trovarci noi fuori delle complicazioni guerresche e col perìcolo di trovarci in un vortice europeo.
Prego 1*.V. a voler gradire i sensi della distintissima mia considerazione.
D'Azeglio
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[Londra], 13 maggio 1867 49 Crosvenor Street Eccellenza
Incarico il Cav. Blanc di rimetterle il trattato che abbiamo firmato que­st'oggi. Son lieto oltremodo d'aver potuto firmare il mio nome su questo primo atto sottoscrìtto dall'Italia come gran potenza.
Son non men soddisfatto di veder strìngersi vieppiù in questa circostanza i legami d'amicizia fra l'Italia e l'Inghilterra.
Questi facendo da tant'anni l'oggetto principale delle mie cure, non posso che costatare con vero piacere che non solo l'Inghilterra ci mostrò gran riguardi ma che furono opra di quello fra i partiti politici in Inghilterra che pareva meno simpatizzare per noi. Questo dimostra che l'Italia guadagna in considera­zione, perché se ne considera l'unità come duratura. Non più tardi di ieri mi si disse da una gran signora cattolica inglese aver Monsignor Manning dichiarato in questi giorni che benché avesse potato dubitarne prima egli ora era convinto che le cose d'Italia s'aggiusterebbero in modo permanente.
Se dunque Lord Derby per la politica e Monsig. Manning per la religione si sono convertiti mi par difficile che molti rimangano per chiuder gli occhi alla verità.