Rassegna storica del Risorgimento
DI CARLO EUGENIO
anno
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1969
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pagina
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293
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Eugenio IH Carlo
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scritti, ìli filosofia del diritto idi eoi fu professore ordinario), di storia, di sociologia, di coltura siciliana.
Per lunghi anni, con numerosi saggi, a volte anche brevi ma incisivi e chiari, egli mirò costantemente ad nno scopo: dimostrare che la Sicilia, nel periodo del primo sessantennio de 11*800, non era rimasta estranea alla coltura e alla vita sociale e politica del resto d'Italia (tesi gentiliana), non chiosa in se stessa in un isolamento refrattario, né tagliata fuori dalle correnti intellettuali della penisola, ma vigile e attenta agli studi e alle lettere, alle scienze e alla filosofia che si svolgevano nella penisola J>.
In una comunicazione presentata al Convegno siciliano di storia del Risorgimento, tenuto a Trapani nell'aprile del 1960 (La letteratura in Sicilia nel periodo 1830-1860), nella quale analizza lo svolgimento culturale dell'isola nei suoi movimenti letterari in connessione con la vita civile e con la cultura letteraria della penisola, il Di Carlo, pur limitando il suo discorso alle tendenze più essenziali e alle figure più. importanti, conclude affermando che letteratura e politica in Sicilia furono in quel periodo interdipendenti: Dal '30 al '60 le lettere in Sicilia attivamente parteciparono al movimento degli spiriti, diretto a liberare l'Isola dalla mala signoria borbonica, e a darle una nuova esistenza politica in libertà e indipendenza. La nostra letteratura è stata tutt'altro che insensibile, tanto meno sorda, olle aspirazioni politiche, e in mi modo o nell'altro, ... ha preso parte alla grande lotta .
La rivalutazione della cultura siciliana del 700 e 800, nei suoi vari aspetti filosofici, economici, sociali, politici e letterari, fu il leit-motiv di una gran parte dei suoi scritti, che furono numerosissimi. Per avere un'idea della sua produzione basta scorrere la bibliografia, da noi curata, che apre la già citata Miscellanea di studi in suo onore, e che comprende gli scritti dal 1903 al 1958. Si tenga inoltre presente che egli continuò a pubblicare, sia pure sempre meno attivamente, sino alla morte.
Una piccola parte dei suoi lavori di storia risorgimentale fu, per iniziativa dell'editore Denaro, riunita in un volume (Dottrine, problemi e figure del Risorgimento italiano. Palermo, 1963). Lo stesso Di Carlo scelse i brani che gli sembrarono più. rilevanti, collegandoli con un filo logico, che partendo dal concetto di nazionalità, così come lo avevano propugnato P. S. Mancini, Giacomo Durando e Terenzio Mamiani, attraverso l'idea regionalistica e unitaria, arriva all'impresa dei Mille e alla polemica su Roma capitale. (Cfr. in questa Rassegna, 1966, a. LUI, pp. 485-487 la recensione di E. Costa).
La Bua vasta cultura storica e politica sul nostro Risorgimento è testimoniata da numerosissimi contributi originali, di cui una quindicina apparsi in questa stessa Rassegna, della quale fu apprezzato collaboratore fin dal 1924. Nelle sue pagine, pubblicate in molte riviste di carattere storico (Il Risorgimento italiano, La Sicilia nel Risorgimento italiano, gli Archivi storici siciliano, per la Dalmazia, per la Sicilia Orientale, ecc.) spiccano le figure di Vincenzo Gioberti, di Cesare Balbo, di Massimo d'Azeglio, di Niccolò Tommaseo, di Antonio Rosmini, di F. D. Guerrazzi, di padre Gioacchino Ventura, di Michele ed Et nerico Amari, di padre Luigi Taparclli, di Pasqoale Stanislao Mancini, di Filippo Cordova, di G. B. Niccolini, di Giuseppe Montanelli, di Terenzio Mamiani, di Francesco Ferrara, di Francesco Perez, di Giacomo Durando, di Giuseppe Macherione, Hi Francesco Crispi, ecc. Di molti di essi il Di Carlo pubblicò lettere inedite, che illustrano la loro opera patriottica e i rapporti tra la Sicilia e il continente nella preparazione e nella lunga lotta per il riscatto