Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVIO DELL'ARCADIA; BIBLIOTECA ANGELICA ARCHIVIO DELL'ARCADI
anno
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1969
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pagina
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302
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LIBRI E PERIODICI
TOMMASO PEDIO, Storia- della storiografia lucana (Quaderni di coltura, 3); Bari, e Centro librario , 1964, in 8", pp. XI-303. L. 4.000.
'i " -K***- -j Opportunamente, a nostro avviso, la collana Quaderni di coltura , diretta da Francesco Gabrieli, ha inaugurato la sezione concernente Storia e Storiografia , dedicata principalmente alla pubblicazione di opere riguardanti la storia regionale del Mezzogiorno, con questo lavoro di Tommaso Pedio : pochi storici regionali hanno saputo infatti adeguarsi come l'A. alle nuove direttive storiografiche che hanno trovato, in questo campo, in Nino Cortese ed in Rosario Romeo i principali propugnatori. In tale ambito va visto lo sforzo costante dell'A. di non Ritritare la sua ricerca ad una esposizione di schede bibliografiche, ma di collocare le opere prese in esame nel contesto culturale dell'epoca in cui videro la luce. Spinto da questa esigenza, nella sua opera il Pedio travalica il campo puramente storico della ricerca investendo aspetti come quello religioso, del folklore e del costume, mai perdendo di vista lo scopo ultimo del suo lavoro, di giovare, cioè, ad una più matura comprensione dell'intera storia del Mezzogiorno.
Questo studio si segnala all'attenzione per la vastità del periodo trattato: dall'Alto Medioevo fino ai nostri giorni, l'A. affronta ciascuna deRe epoche con la stessa puntualità e meticolosità, curando peraltro di metterne in luce i legami.
Di più diretto interesse per noi è la parte che concerne l'età del Risorgimento. L'esposizione è ricca di indicazioni preziose per lo studioso, benché l'A. sottolinei che le opere prese in esame sovente sono tese principalmente ad una esaltazione acritica del proprio paese o della regione, e pertanto non approfondiscono le cause degR avvenimenti di cui trattano.
Dobbiamo notare, peraltro, che negli ultimi tempi, sotto l'impulso delle opere del Pedio, si sta sviluppando anche in Basilicata un fermento di studi verso una più ampia visione critica della storia regionale. Merito questo che siamo felici di poter riconoscere all'Autore, non essendoci ignoto il grande amore che egli porta alla sua terra.
ROMANO UGOLINI
J. CHRISTOPHER HERÒLD, L'età di Napoleone; Milano, Il Saggiatore, 1967, in 8, pp. 466. L. L.000.
Una breve segnalazione per un libro di tipica scuola anglosassone, forse la meno adatta a dire una parola costruttiva su un periodo tellurico di assestamento europeo come questo. L'esempio dei totalitarismi moderni, di cui egli è presentato come il più sistematico precursore, pesa a tal punto su Napoleone da richiedere ormai un sat prato biherunt ed un giudizio più equanime e spassionato. Vero è che i continentali, e gli Italiani in particolare, hanno troppo ancor oggi presente, nella struttura civile della società che R circonda, il significato della renovatìo napoleonica (che e bene o male, quella rivoluzionaria, con ogni irrigidimento ed involuzione del caso) per lasciarsi andare a stroncature da anticristo della Restaurazione o da macabro istrione pre-hitleriano (valga per tutti l'esempio risoluto, ma equilibra rissi tuo, del Salvatorelli). Al di là della Manica tutto ciò si avverte di meno, e l'orgoglio nazionale, corretto da mille ironie e spregiudicatezze, fa il resto. Più che conclusioni critiche generali, dunque, ciò che va ricercato in libri come questi (e quello dello Herold non fa eccezione) è l'analisi di determinati problemi o momenti, specie allorché questi s'inquadrino in un trapasso profondo di società. Le parino pertanto più stimolanti del Nostro risultano queRe sul!'opinione pubblica inglese dinanzi alla guerra e soprattutto