Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVIO DELL'ARCADIA; BIBLIOTECA ANGELICA ARCHIVIO DELL'ARCADI
anno
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1969
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pagina
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305
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Libri e periodici
303
singoli Stati, mentre non sono riprodotte invece le cartine dell'edizione americana. Utile il saggio bibliografico in appendice, del 1958. ma aggiornato per qnanto riguarda le traduzioni italiane.
VLADIMIRO SPEHBER
Vrxo MASELUS, Storia di Bari dalle origini ai giorni nostri; Bari, Italslampa. 1965, pp. 402. L. 3.500.
La composizione di una storia cittadina, quando non sì tratti più della citta* Stato, che abbia svolto una sua politica, ma di un comnne immesso in un organismo politico più vasto, presenta certamente peculiari difficoltà.
Le fonti illuminano direttamente lo svolgimento amministrativo ma per gli aspetti politici si richiede un lavoro di scavo, vario e sottile, cbe può dar peraltro fecondi risultati.
Non basta trovar le tracce locali del passaggio degli eventi generali ma vanno cercati la misura ed il modo in cui la città vi ba partecipato; vanno documentati i suoi umori, l'alterarsi e l'evolversi delle sue strutture nel quadro del processo storico regionale e nazionale.
Con le monumentali opere di più autori su Milano e Brescia o con la monografia di Caracciolo su Roma capitale, per far degli esempi, la storiografia cittadina ba raggiunto nn livello altamente qualificato, ma per molte zone è ancora allo stadio dei tentativi e delle sintesi frettolose e vaghe, di nn onesto patriottismo municipale non innalzato ad autentica curiosità conoscitiva verso il proprio passato.
Così non può dirsi veramente riuscita, per l'umilisi dell'epoca che ci riguarda, dall'illuminismo alla prima guerra mondiale e al fascismo, questa storia di Bari, pur dovendosi apprezzare l'impegno dell'autore in nn excursus tanto vasto dalle remote origini preistoriche ad oggi. L'opera, dotata di qualche pregio principalmente sotto il profilo dello sviluppo urbanistico, può esser consultata utilmente per aver notizia di vari avvenimenti locali e personaggi minori citati; ma è notizia generica e som maria, insufficiente al lettore non barese, al quale certi nomi vengono sbandierati in due righe come glorie della città ma non presentati in nn conveniente, per qnanto ridotto, profilo biografico. Non vi sarebbe bisogno poniamo di esporre la vita di Niccolò Piccinni, il famoso musicista universalmente conosciuto mentre sarebbe opportuno un rigo in più per un Marcello Celent ano, Cicerone dell'età moderna ! H capitolo XIX, intitolato Dinastia borbonica non disegna affatto la parabola del regno meridionale, nei riflessi locali baresi, dagli slanci riformistici all'involuzione e alla sanguinosa reazione del 1799, e il travaglio delle minoranze illuministiche dalla fiducia nella monarchia allo scontro e alla rivoluzione. Non si parla neppure del sacrificio di Emanuele De Deo.
Scarsa è in questa parte, come nelle successive, l'analisi della struttura sociale delle città e dei dintorni e degli atteggiamenti politici dei vari ceti; l'autore mostra in compenso le benemerenze del governo murattiano e il contributo barese ai primi moti costituzionali contro l'assetto della restaurazione, ma resta generico nello studio delle correnti risorgimentali, poco differenziate ed appiattite in un unico sfondo patriottico. Egualmente carente è l'analisi della vita politica dopo rimila, assai poco studiato il socialismo e nessun accenno vien fatto alle lotte civili del dopoguerra. Ha evidentemente ginocato in questo silenzio il desiderio di unire la città e non dividerla col ricordo di duri contrasti; siamo forse con ciò all'onesto patriottismo municipale di cui parlavo, in generale, all'inizio, ma l'elusione della realtà storica poco giova alla serenità del giudizio.
Troppe sono, invece, le trascrizioni dei verbali, le descrizioni minute delle ceri* monie, gli elenchi delle cariche nei consigli degli enti, i testi dei telegrammi di circostanza, tatto insomma un fardello formalistico che appesantisce il lavoro e che potrebbe se mai, opportunamente sfrondato, figurar nelle note.
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