Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVIO DELL'ARCADIA; BIBLIOTECA ANGELICA ARCHIVIO DELL'ARCADI
anno
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1969
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pagina
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307
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Libri e periodici 307
eluvio Comunale, presso la Delegazione Apostolica e nell'Archivio della Cattedrale, furono passate in rassegna dal Sacchelti-Sassessi in un'epoca in cui la loro consultazione era resa difficile per la mancanza di un organico ordinamento.
Si deve aggiungere a ciò il prezioso aiuto che l'inedita cronaca Zapparelli ha recato all'A. per il periodo 1789-1812, nonché Tessersi potuto valere, per l'ultimo periodo, della tradizione orale; apporto quest'ultimo, di cui l'A. ha usufruito con lo* devole misura.
Interessanti risultano i primi due capitoli, dedicati integralmente al perìodo napoleonico, in quanto allora l'importanza della posizione di confine fra lo Stato pontificio e lo Stato napoletano di Rieti ebbe modo di essere posta di contìnuo in evidenza. Particolarmente felice ci pare, in questa parte del lavoro, l'analisi dei vari stadi per cui passò l'atteggiamento della popolazione di fronte al predominio delle armi francesi nel territorio della S. Sede: mentre all'entusiasmo di pochi fra i nobili e l'alta borghesia si contrapponeva la fedeltà al papato dei contadini, più mutevole fu l'atteggiamento del resto dei cittadini sabini.
All'inizio guardavano con favore alla Repubblica romana, in quanto si ripromettevano di avere da essa vantaggi economici e commerciali; caduta questa speranza e posta di fronte alla realtà di mantenere a spese del comune le truppe francesi di stanza nella città, la popolazione accolse con entusiasmo le truppe napoletane che muovevano verso Roma nel novembre del 1798. Il rovesciamento della situazione provocato dalla vittoria delle truppe francesi del gen. Lemoine porterà come contraccolpo per la città sabina il pagamento entro 24 ore di una taglia di 7184 scudi come contribuzione di guerra. Ammaestrati da questa esperienza e nella speranza che non si ripetesse, i Reatini il 23 agosto 1799 difesero la loro città contro le truppe napoletane del gen. Salomone che la fortuna delle armi aveva di nuovo riportato sotto le loro mura. Entrato in Rieti dopo poche ore di combattimento, anche il generale napoletano pretese dal già estenuato comune ulteriori contribuzioni di guerra, mentre la popolazione della campagna al seguito delle truppe si dava al saccheggio della città. Colpiti in soli due anni da tanto pesanti e ripetuti aggravi, gli abitanti si chiusero in una apatia tale verso gli avvenimenti che seguirono, da non accorgersi neppure che nella notte fra il 28 e il 29 gennaio 1814 venivano abbassati gli stemmi imperiali.
Ma, a nostro avviso, la parte migliore del lavoro dell'A. è da ricercarsi nel capitolo concernente il periodo 1821-1846. In esso, infatti, la penna del Sacchetti-Sassetti si è mostrata quanto mai precisa nel descrivere, facendo continuo riferiménto agli Atti di polizia della Delegazione Apostolica, la costante cura con cui veniva sorvegliato qualsiasi accenno rivoluzionario nella zona. Tali preoccupazioni non avevano motivo d'essere, dato che sia le varie sette sia la Giovine Italia non riscuotevano alcun seguito presso le popolazioni sabine, fatta eccezione per la Carboneria, che, e limitatamente alle zone più vicine al confine napoletano, poteva contare su un esiguo numero di iscritti.
Nonostante dò, come il Sacchetti-Sassetti nota non senza una punta di umorismo, bastava che si udisse cantare di notte la Carmagnola oppure che qualche abitante si lasciasse crescere un po' più la barba per mettere in allarme la polizia locale, alla quale i vari Delegati Apostolici succedutisi in Rieti non cessavano di richiedere i nominativi dei più sospetti allo scopo di inviarli a Roma. Di qui poi si mandavano alla città sabina note di rivoluzionari da arrestare, in caso, si presentassero in qualunque parte dei domini pontifici ; fra queste, appare, particolarmente interessante quella del 18 giugno 1833, concernente l'avvocato Giuseppe Mazzini di anni 26 (sic!i. capo della Congrega di Marsiglia (p. 154, n. 1).
Piuttosto scialbo ai manifesta, per ciò che concerne Rieti, il periodo 184849. Infatti, dopo l'entusiasmo per la concessione dello Statuto e per la partecipazione alla guerra, la città sabina mostrò chiaramente la sua freddezza verso i principi informai uri della Costituente e della Repubblica romana, quasi adeguandosi a quanto appare scritto sul suo stemma : Civita Reatina semper lidclis * Quasi per attenuale questa realtà di fatto, il Sacchetti-Sasselli concentrò maggiormento la sua attenzione