Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVIO DELL'ARCADIA; BIBLIOTECA ANGELICA ARCHIVIO DELL'ARCADI
anno
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1969
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pagina
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309
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Libri periodici Q
paceio temporale con i conseguenti dissensi con le potenze per dedicarsi unicamente alla guida spirituale del l'umani ni. E alla fine del 1796, quando il Moreau dovette ripassare il Reno è il Della Geuga, che si era allontanato da Monaco potè rientrare in sede, comincio a correre la voce di eventuali secolarizzazioni, egli, a dire il vero, ne fu favorevole (e ne discusse anche accademicamente con i vescovi tedeschi più avveduti) poiché sperava che ne sarebbe risultato qualche giovamento alla Chiesa cattolica in Germania per una maggiore purezza della fede. In effetti, dopo l'infaupia soluzione di Campoformio, si apriva nel novembre del 1797 a Rastadt un congresso, alla cui inaugurazione fu presente Napoleone, per trattare degli accordi per la pace tra la Francia e l'Impero, e per l'appunto le secolarizzazioni divennero il tema principale del negoziato. La diplomazia pontificia fu esclusa dall'intervento, ma il Nostro, dopo aver sconsigliato il pontefice di elevare una formale protesta (è il suo con* cello che si ripeterà altre volte, di ricorrere al dialogo nei momenti più ardui per la Chiesa), ottenne, dopo essersi rivolto già pure, per ora, indirettamente al Mei-terni di, di mandarvi un uditore in aspetto di privalo. E prima che si concludesse il trattato, si rivolse ancora a Pio VI supplicandolo, qualora si deliberasse la conservazione della religione dell'Impero, ond'egli si accordasse con Sua Maestà per la concessione della divisione delle diocesi, per le congrue dei vescovi, per hi creazione dei seminari e la chiusura delle troppe infami università e per il richiamo dei Gesuiti (desiderio su cui batterà sovente il chiodo), necessari, a suo avviso, per una maggiore diffusione della cultura evangelica. Ma a Roma, proprio in quei giorni (si era nel dicembre del 1797) avveniva un fatto ben grave: il generale Duphot, addetto all'ambasciata, in un tumulto fu ucciso dai soldati del papa e, sopraggiunto poco dopo il generale Berthier, sono la sua protezione i democratici proclamarono dal Campidoglio la repubblica romana. E a nulla giovarono le vivaci proteste di Pio VI: ai primi del marzo 1798 veniva trasferito a Siena, negli Stati del granduca di Toscana. Il nostro nunzio ne fu cosi colpito che tutti i suoi problemi, compreso quello delle secolarizzazioni, furono messi in disparte e tutta la sua attivila fu rivolta alla ricerca di un luogo tranquillo ove Pio VI potesse continuare indisturbato la sua alta missione onde non sì disperdesse l'unità della Chiesa con la conseguenza dell'elezione di un antipapa, come già correva voce, o dopo la morte del pontefice, dell'apertura di un conclave che avrebbe dato origine od uno scisma con il pericolo del crollo definitivo delle istituzioni cattoliche. Non ci è possibile seguire passo passo il Colapietra nelle sue lunghe pagine improntrate, come di consueto, ad esemplare chiarezza e a ordine logico ma, diciamo il vero, sin troppo minuziose, e ricorderemo pertanto (e spiace) alla lesta che a nulla valsero le sue istanze e i suoi tentativi, d'accordo con il cardinale Albani, per il trasferimento di Pio VI in territorio austriaco o russo e con 11 timore continuo che nel frattempo i suoi cattivi consiglieri peggiorassero la situazione. Si quietò alquanto l'animo di lui, sempre agitato, alla fine del 1798 quando un breve del papa, forse suggeritogli durante la sua breve dimora a Firenze per dargli conforto, garantiva la libertà del conclave 1 di fuori di eventuali pressioni francesi. L'anno dopo a Valence nel Delfinato moriva il mite Pio VI e il 14 marzo del 1800, dopo un lungo Conclave a Venezia, svoltosi tra contrasti e dissapori, veniva eletto il cardinale Chiaramonti, che prese il nome di Pio VII, con esultanza del Della Geuga poiché, dalle notizie udite sperava che egli unisse ad una moderazione politica UH minata un inflessibile rigore religioso.
Fu durante il conclave che incominciò la corrispondenza tra lui e il Consalvi, segretario del conclave, die sarà poi nominato dal nuovo pontefice Segretario di Stato (si erano conosciuti a Roma nell'entourage di Pio VI): corrispondenza che durò sino all'elezione a papa del Della Geuga, quasi sempre cordialissima, salvo qualche breve periodo di distacco, dovuto unicamente alla differenza del loro temperamento: di profonda devozione alla Chiesa questi, ma amante tuttavia delta galanteria e delle piacevolezze salottiere, e, per contrasto, soggetto talvolta ad ama*, rezze pcwimistiehe e, peggio, a deliqui noi momenti più tristi della sua vita politica.
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