Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVIO DELL'ARCADIA; BIBLIOTECA ANGELICA ARCHIVIO DELL'ARCADI
anno <1969>   pagina <318>
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Libri e periodici
lii'iinioittc inattuale, ideologicamente inconsistente, socialmente insignificante, al pari dal resto delle altre del legittimismo, sopravvissute innaturalmente olla loro storica estinzione quarantottesca. Il giornalismo, angusto ed asfittico quanto si voglia, rima* ne va l unica palestra possibile per questo tipo di propaganda: ed i fatti dimostrarono come non tutto in esso fosse demagogico e declamatorio, come non poco dell'Italia reale si rispecchiasse in quegli squallidissimi foglietti} a temprare una classe dirigente municipale ben presto in grado di scalzare e assorbire il liberalismo borghese.
11 volume è occupalo per un quinto dal diario dei granduca Ferdinando che si estende dalla vigilia della guerra a Villafranca, i mesi decisivi della trattazione doll'A. Questi padri amorosi, mariti esemplari, uomini integerrimi, soldati intrepidi che furono i legittimisti li conosciamo benissimo, e il Lorena non sfugge alla regola, pur con qualche punta più acerba per la sita fresca vedovanza, con alcune aperture paesistiche suggestive e corrucciate. Non apprendiamo molto politicamente, ci inoltriamo in una società immobile, in un costume malinconico, ci scontriamo qua e là nella rocciosità antica del principe assoluto, che dà come un suono incomprensibile d'altri tempi: e tuttavia leggiamo con interesse, con attenzione, persuasi che quel mondo che scom­pare (il colloquio col vecchissimo Mettermeli è fitto di notazioni che ai direbbero naturalistiche ed assurge a livello simbolico) non è solo fi mondo dei vinti, il milita' rismo feudale fiaccato a Solferino, ma tutta intera una società patriarcale ottocentesca sospinta dall'unità nel vortice convulso della civiltà contemporanea.
RAFFAELE COLAPIETKA
ANCEI.O GAMBASIN, // clero padovano e la dominazione austriaca (1859-1866) ; Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 1967, in 8, pp. 430. S. p.
Un colto e diligente sacerdote del Seminario di Padova, impegnato finora nello studio e nella valorizzazione del movimento sociale promosso dal clero e dal laicato cattolico fra la fine dell'800 e il primo '900, ci ripropone un tema, che recentemente è stato ampiamente trattato negli studi del Briguglio e dello Stella: la tormentata storia del clero padovano durante gli ultimi anni del dominio austriaco.
Il libro prende le mosse dal Concordato stipulato nel 1855 fra la Santa Sede e l'Impero asburgico, variamente interpretato ma che nel Veneto significò spesso agli occhi della popolazione un reciproco appoggio in nome della conservazione (e quindi del mantenimento dell'oppressione straniera, sostenuta soprattutto dall'alto riero). L'era concordataria coincise quasi subito con la salita alla cattedra vescovile di mons. Manfredini, succeduto al liberaleggiante Farina, ed appartenente a nobile famiglia di tradizione filoanstriaca. Questo vescovo, incapace forse di decisioni autonome, cercava appoggio in alto nel patriarca Trevisanato, intransigente temporalista e ossequiente all'I. R. Luogotenenza, e fra il clero favoriva naturalmente la tendenza altrettanto intransigente apologetica e, per quanto riguardava il Risorgimento, fieramente anti­unitaria del Panel la, dello Zinelli, del Balani
Il volume del Gambasin vorrebbe sostenere la devozione a tutta provo del Man* fredini verso il pontificato romano, per cui anche i suoi rapporti con Vienna sareb­bero dovuti passare per Roma. Ma mentre il suo predecessore aveva saputo difendere i sacerdoti compromessi con la rivoluzione, egli li perseguitò e li punì; troppo spesso fece ricorso ai lumi del patriarca (e non disdegnò di chiedere la protezione della polizia) e ne segui alla lettera le direttiva; fu saldo solo nel considerare incon­ciliabili il cattolicesimo e le libertà moderne anche prima della pubblicazione del Sillabo >, e necessario por la Chiesa il potere temporale.
Non mancavano a Padova sacerdoti patriottici e colti, irritati dall'atteggiamento del loro vescovo e poco persuasi delle sue prese di posizione antioBburgica. Queste polemiche del Manfredini, che il Gambasin intende sottolineare, si limitarono in fondo a resistere ed evitare gli accertamenti tributari riguardanti i beni ecclesiastici e a rendere piò autonomo l'ordinamento degli studi e l'amministrarione del Semi* nario. fifa e assai poco per convincere, quando si ricordino i provvedimenti del