Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVIO DELL'ARCADIA; BIBLIOTECA ANGELICA ARCHIVIO DELL'ARCADI
anno
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1969
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pagina
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323
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Libri e periodici 323
Marx pensò, appoggiando Bnkunin, di < minare il terreno nel quale maggiormente si svolgeva l'opera mazziniana.
In effetti Bakunin cercò in Italia ima base per contrapporsi, a sua volta, a Marx e questa volta il contrasto fu tale, sin dentro la vicenda della Comune, da condurre alla crisi della prima Internazionale.
L'inserimento del testo del mazziniano statuto della Fratellanza universale arti giano d'Italia, dello statuto marxiano dell'Internazionale e del bakuniniano programma deVAlleanza internazionale della democrazìa socialista, consente utili raffronti delle rispettive posizioni, ma il Fiumara si sofferma particolarmente sulle polemiche che Mazzini dovette sostenere con Bakunin, con Engels e con Garibaldi. È fuor di questione che la figura morale di Mazzini emerga dalle lotte di quel decennio con una superiorità che lascia ben addietro i suoi avversari, giacché egli non si macchiò mai della slealtà della quale pur si macchiarono nei suoi riguardi e Marx ed Engels e Bakunin. Il Fiumara, mira, tuttavia, a cogliere anche, nell'eredità del mazzimanesimo e del marxismo almeno due grandi principi comuni ed attuali: 1) L'affrancamento del lavo* ratore dalla schiavitù del bisogno, che è quanto dire del capitale; 2) La questione eco* nomica e la questione politica sono indissolubilmente unite . Vede, anzi, nella ricerca delle vie nazionali al socialismo il venire alla luce entro lo stesso movimento marxista di un'esigenza mazziniana. Meno convincente ci appare, invece, la tesi che pur la lotta di classe era insita del resto, in forma di agitazione legale, in tutti gli statuti program* matici delle Associazioni mazziniane . Si tratta, invero, qui, di un contrasto ideologico di fondo, che non può essere ricondotto ad un contrasto di temperamenti personali. Il limite della legalità non può distinguere due modi d'intendere la lotta di classe.
Ma appunto su questo piano di là dai confronti morali si ripone il problema storico della crisi del mazzinianesimo sugli anni '70, dell'isolamento in cui venne a trovarsi l'apostolo, nonostante i suoi sforzi, in quegli anni. E ci sembra che sulla linea divisoria della lotta di classe, senza voler negare l'opera mazziniana nel destare la co* scienza operaia, acquisti un senso storico l'orientarsi delle forze popolari ad una specifica assunzione di posizioni socialiste.
RENATO COMPOSTO
GIUSEPPE TOFFANIN Jr., Piccolo Schedario Padovano (Quaderni della Rivista Padova, 3); Padova, 1967, in 16 gr., pp. 150 con ili. L. 2000.
Nel Piccolo Schedario Padovano che il giovane avvocato Toffanin con vocazione di erudito e grande amore per la sua città intende considerare come un'appendice alle celebrazioni del Centenario dell'annessione del Veneto all'Italia, trova posto un migliaio di nomi. Sono i nomi di quanti, padovani e non padovani, hanno legato la propria attività di uomini politici, studiosi, artisti, combattenti, benefattori, sportivi, alla città di Padova. L'Autore premette l'avvertimento che egli non vuol fare della storia, ma piuttosto della cronaca; ricordare specialmente le figure minori, poiché sono quelle che si dimenticano, ed ambientarle con poche parole, talvolta rievocando nn episodio della loro vita, talaltra un aneddoto.
Quest'intento ci sembra qui raggiunto in pieno, in quanto lo Schedario è ricco, bene informato sulle cose essenziali, e soprattutto stimola spesso a conoscere meglio le figure dei padovani rapidamente ricordati, poiché molte meritano di diritto l'attenzione dello storico. Dalle schede ricaviamo quindi il quadro d'una società cittadina. nella quale a metà Ottocento emergono poche famiglie d'antico splendore ti Papa* fava, i Cittadella, gli Emo Capodilista, i Cavalli).; la rivoluzione e l'unificazione nazionale portano a posti di responsabilità e di prestigio nomini della borgheiso colta e intraprendente (I Cavalletta, i Coletti, i Meneghini e i Tolomei); la fine dell'Ottocento vede la fortuna di parecchie famiglie israeliti* (i Trieste, i Luzzalto, i Romanin Jacur e i Wollemborgj, mentre l'Università è illustrata da insegnanti come il De Leva, l'Ardigò, il Crescili! e il Monalelli; attraverso istituzioni economiche e sociali