Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVIO DELL'ARCADIA; BIBLIOTECA ANGELICA ARCHIVIO DELL'ARCADI
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1969
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324
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Libri e periadici
non tardano n entrare nello vita politica cai lotici e socialisti. Sindaci e prefetti, deputali e senatori, giornalisti e letterati sono seguiti da vicino dal TofT.inin nella loro attività padovana dal 1866 ai nostri giorni, escludendo solo i viventi.
Piò varia ci ai presenta la vita padovana del primo '900, coi diedero impulso le imprese del Breda e del Bernardi, del Camerini e del Fiorazzo; la politica giolit-tiana; le amministrazioni comunali radicali; le vivaci polemiche dei giornali e dei grappi politici locali; l'Università sotto i rettori Nasini e Polacco. Il Toffanin ci accompagna col suo schedario attraverso l'interventismo e il volontarismo, la crisi del dopoguerra e il fascismo, la lotta partigiana e la ricostruzione postbèllica. Sempre con equilibrio - - anche se è palese nell'Autore un orientamento cattolico e liberale vengono tratteggiati i profili delle personalità più in vista della vita culturale (dal Lazzarini all'Anti al Marchesi), politica, religiosa, artistica.
In opere del genere, specie quando siano dovute ad una sola persona, si possono rilevare squilibri (e può dare fastidio, ad es. che a Francesco Bonmartini nolo solo perché ucciso da Tullio Murri o a Ferraccio Macola ricordato come colui che ammazzò in duello il Cavallotti sia dedicato ben maggiore spazio che a Francesco BonateUi, filosofo, o al patriota e politico Andrea Meneghini) ed anche qualche lacuna (mancano ad es. le voci riguardanti i primi socialisti padovani: Panebianco, Sartori e Bordigiago; i vivaci giornalisti Frasson e Angelo Wolff; il garibaldino Scalcerle, il musicista padre Gorlato, ecc.); l'iniziativa e la diligenza del-l'aw. Toffanin van però sinceramente elogiate, poiché col suo Schedano ci ha fornito una guida preziosa e informata, assai utile allo studioso e al curioso deUa storia locale, il quale invano cercherebbe altrove le notizie che qui gli vengono in gran copia fornite.
SERCIO CELLA
AGOSTINO BIGNARIH, Ritratti liberali e libri letti; Bologna, 'Panari, 1968, in 8 pp. 158. L. 1.500.
L'A. raccoglie in questo volume taluni suoi scritti di varia origine, già pubbli cali in varie riviste e giornali, ma congiunti tuttavia e coordinati nel cerchio del tempo e nella affinità dei temi.
Precedono, come si rileva dal titolo, i ritratti o profili: Francesco Cocco-Ortu, Luigi Bava, Bortolo Beloni, Antonio Sa landra (quasi trenta pagine), Giovanni Amendola e Piero Gobetti; seguono le recensioni di libri le quali, non di rado, si trasformano, per ampiezza e sostanza, in studi di ambienti di eventi di interesse storico-letterario o politico. Ed anche in questa seconda parte come è ovvio si affacciano figure di studiosi, di intellettuali, di politici e di uomini d'azione che appartennero al periodo di poco antecedente la prima guerra mondiale o che la seguirono, non esclusi studiosi di oggi, che proprio di quella guerra e dei problemi che essa ha sollevato fanno materia di scientifica valutazione.
Questo libro per il suo razionale ordinamento e per lo stile armonioso ed avvincente ci ha fatto pensare ad una di quelle mostre o gallerie di ritratti, che si vorrebbero tuttora vedere, nelle quali i volti dei personaggi rispondono nei ségni e nei colori ad una realtà e spiritualità umana, umanamente contemplata e sentita ed espressa, por nella genialità di nuovi gusti e nella ricerca di nuove, tecniche.
In questa galleria si entra e si procede appagando gli occhi di sereno godimento, e confortando l'anima a credere; e non si è accalappiati dal trombettiere da asta pubblica, presso la porta, né si è tormentati durante la visita da critici-imbonitori o da altri utenti. Inoltre, sin dal primo passo, si sa dove si cammina, nel nostro caso su terreno liberale che appunto per questo (e se non piace l'espressione, dirò non ostante questo) laschi liberi nel guardare, nel riflettere e nel confrontare, e congetturare, è soprattutto nel sentire - - sia nelle parti elle nel tutto - - che arte vita e storia sono umanità.