Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVIO DELL'ARCADIA; BIBLIOTECA ANGELICA ARCHIVIO DELL'ARCADI
anno <1969>   pagina <347>
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FONTI E MEMORIE
PIO LX, LA LETTERA AGLI ORIENTALI
IN SUPREMA PETRI APOSTOLI SEDE
DEL 1848 E EL MONDO ORTODOSSO
L'anno 1848, cosi decisivo per sviluppi politici, indirizzi ideologici, rivolgimenti nella carta spirituale non meno che politica e sociale dell'Eu­ropa, segna anche per il papato e per la Chiesa di Roma una svolta di grande momento, carica di sviluppi per l'avvenire. L'allocuzione del 29 aprile con la quale Pio IX proclamava solennemente, dinanzi ad un Concistoro convocato di proposito, rimpossibilità per lui, quale capo visibile della Chiesa e sovrano temporale, di dichiarare guerra ad una nazione i cui memori erano suoi figli in Cristo, non era solo un gesto politico, sollecitato dalle contin­genze belliche ormai alle porte, ma un atto anche squisitamente religioso.
Affermare che fedeli agli obblighi del Nostro supremo apostolato, noi abbracciamo tutte le genti, tutti i popoli, tutte le nazioni, in un identico sentimento di paterno affetto , non costituiva ima semplice frase retorica, ma la rivendicazione di una effettiva paternità spirituale. Essa era estesa, in senso ecumenico, a tutta l'umanità, dentro e fuori i limiti del credo catto­lico, ed assumeva pertanto un significato che sorpassava di gran lunga il fatto occasionale la guerra all'Austria da parte degli Stati italiani coaliz­zati che ne era la sollecitazione e giustificazione immediata.
Questo significato era uno solo: mortificato, messo in crisi, discusso come potenza terrena; eroso nel suo temporalismo che mostrava ormai una corda frusta, il papato doveva compiere una scelta, uscire da un equivoco: considerarsi ancora, prevalentemente, agli occhi dei più, come una potenza terrena che agiva nell'area soprattutto italiana, oppure nell'attingere alle profondità della sua vita storica e spirituale guardare fuori e lontano, all'orbe cattolico, a quanti ai erano separati dalla comunione con Roma, ai lontani da recuperare o da attrarre.
La scelta non poteva essere dubbia: anche se le scorie o le concrezioni del temporalismo rimarranno ancora a lungo attaccate alle coscienze degli uomini dirigenti della Chiesa e dello stesso capo supremo, Pio IX, non meno che di molti fedeli, l'atto del 29 aprile segnava la fine del papato politico o quanto meno l'inizio del suo epilogo come potenza terrena.
Atto dunque decisivo, di grande momento, sollecitato ed anzi imposto dagli accadimenti italiani ed europei della ce primavera dei popoli . Ma esso non è il solo, anche se rimane come il più appariscente, quello che me­glio di ogni altro colpi allora le fantasie, sino a creare nei patrioti italiani