Rassegna storica del Risorgimento

CHIESE ORTODOSSE STORIA 1848; PIO IX PAPA (GIOVANNI MARIA MASTA
anno <1969>   pagina <348>
immagine non disponibile

348
Angelo Tamborra
e in quanti, in Europa, anelavano all'ascesa nazionale cocenti disillusioni e feroci sarcasmi.
Pochi mesi prima, il 6 gennaio 1848 venivano rese pubbliche a Roma e diffuse in tutto l'Oriente cristiano separato le Litterae ad Orientales che si iniziano con le parole peraltro non molto concilianti sul piano unioni* stico perché suonavano quale riaffermazione perentoria del primato della sede di Pietro In suprema Petri Apostoli sede.
In esse il Pontefice, dopo essersi diretto ai Vescovi, chierici e laici che hanno perseverato nella comunione con la Chiesa apostolica , si rivolgeva poi agli altri , cioè a quanti, in Oriente, non sono in unione con Roma: Audite igitur sermonem nostrum vos omnes, quotquot in Orienta-libus ac finitinris plagis Christiane quidem nomine gloriamoli, sed cura. Sancta Romana Ecclesia communionem minime habetis... .
Pio IX entra poi subito in medias res e, senza mezzi termini e, diciamo pure senza preoccuparsi di affrontare l'argomento della separazione con un giro di frase più morbido, tale da evitare la prevedibile reazione degli Orien­tali dissidenti, li invita a ripercorrere con la mente la dura e tormentosa esperienza della separazione: Ripensate e riconducete alla memoria, scrive, Pantica condizione delle vostre Chiese, quando esse erano tenute insieme da un vincolo unitario con le altre Chiese dell'Orbe cattolico; e considerate inoltre a cosa sono servite le divisioni che ne sono seguite e il cui risultato è stato quello di rompere Pantica unità, sia della dottrina, sia del sacro go­verno ecclesiastico non solo con le Chiese occidentali, ma anche fra le vostre stesse Chiese .
Era, questo, un mettere il dito sulla piaga, non solo e non tanto della separazione dalla Chiesa d'Occidente, romana, ma su quella delle divisioni nel mondo ortodosso stesso. E questo era veramente tale da suscitare delle reazioni particolarmente vivaci. Se, infatti, la concezione ortodossa della Chiesa quale a comunità di uomini predisposta da Dio, riuniti dalla fede ortodossa, dalla legge e dai sacramenti (come suona il catechismo orto­dosso), è abbastanza simile a quella cattolica, in sede di dottrina ecclesiolo­gica dal sec. XIX in poi, specie in Russia, si è attribuita genericamente la qualifica di Chiesa a a tutti coloro che dovunque credono in Cristo : capo ne può essere solo Gesù Cristo e non vi è un unico vicario come presso la Chiesa cattolica, nella persona del romano pontefice ma nelle singole Chiese ne sono vicari i vescovi; inoltre, diversamente dalla concezione che distingue, come nel cattolicesimo, chiesa docente (vescovi e clero) e chiesa discente (fedeli), per gli ortodossi dalla metà del sec. XIX in poi ha avuto il predominio la dottrina teologica della sobornos sviluppatasi soprattutto nella teologia rustia: la Chiesa viene considerata come un unico organismo che non. ha bisogno di una autorità infallibile sia essa un papa o il con­cilio in materia di fede, perché la Chiesa stessa (o chiunque dei suoi