Rassegna storica del Risorgimento

CHIESE ORTODOSSE STORIA 1848; PIO IX PAPA (GIOVANNI MARIA MASTA
anno <1969>   pagina <350>
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Angelo Taniborra
ortodosso, il quale per molti aspetti si avvicina al mondo protestante per quella frattura comminuta che contraddice alla conclamata unità. Ed il caso limite finirà per essere rappresentato dalla creazione di metropolie filetìche, vale a dire nazionali, da parte delle varie chiese autocefale per i connazionali emigrati all'estero.
Pio IX aveva dunque colpito nel segno, perché l'esortazione a ritro­vare la perduta unità in Roma e nel cattolicesimo di Pietro trovava uno degli argomenti fondamentali giusto nella disunione secolare fra le varie Chiese ortodosse.
Nelle Litterae, ricordata l'opera dei Concili e dei padri della Chiesa Universale da Atanasio Alessandrino a Giovanni Crisostomo ecc. proprio per questi precedenti che formano la base spirituale e dottrinale della Chiesa prima che intervenisse la separazione si continua l'esortazione esplicita al ritorno alla Sede di Pietro: Juxta haec hortainur Vos atque obtestamur ut absque ulteriori mora redeatis ad communionem Sanctae huius Petri Sedis, in qua verae Christi Ecclesiae fundamentum est... . E, per questo ritorno auspicato e invocato, non si pongono condi­zioni per cosi dire onerose, che possano suonare sacrificio o umiliazione: At vero ad nos quod attinet. testamur et confirmamus, nihil Nobis antiquius esse, quam ut vos ad communionem nos tram redeuntes nedum nulla, quae durior videri possit. praescriptione affligamus. sed ex constanti Sanctae huius Sedis peramanter, et paterna prorsus ben igni tate, excipiamus. Itaque non aliud Vobis imponimus oneris quam. haec necessaria; -nìmirutn ut. ad unitale reversi, consentiatis Nobiscum in professione verae Fidei, quam Ecclesia Catholica tenet ac docet, et cum Ecclesia ipsa, supremaque hac Petri Apostoli Sede, communionem servetis .
Per quanto riguarda i riti liturgici, secondo quella tradizione che ri­sale nel tempo alla fine del Cinquecento, quando in occasione dell'Unione con Koma della Chiesa rutena (1595-96) o Unione di Brest fu garantito il mantenimento del rituale orientale-bizantino, anche in rapporto a questa nuova esortazione per il ritorno all'unità con Roma non vi possono es­sere difficoltà. Viene garantito, infatti, il mantenimento dei riti tradizionali delle singole Chiese, eliminando solo gli aspetti del rituale intervenuti dopo la separazione e che fossero in contrasto con l'unità della Fede: Hinc ad veslros sneros ritus quod attinet, rejicienda solummodo erunt si quae in illos separalionis tempore irrepserint, quae eidem Fidei et unitati catholioae adver-sentur: atque bis riemptis, sartae tectaeque Vobis manebunt vetcres Liturgiae vestrae orientale ... ii.
Infine, sempre in armonia con la tradizione unionistica, ormai secolare, piena garanzia viene offerta da Pio IX circa il mantenimento della gerar­chia, in tutti i suoi gradi e dignità, per modo ohe non abbia alcuna sosta o interruzione la cura d'anime e l'esercizio del culto presso le popolazioni affi-