Rassegna storica del Risorgimento
CHIESE ORTODOSSE STORIA 1848; PIO IX PAPA (GIOVANNI MARIA MASTA
anno
<
1969
>
pagina
<
351
>
Pio IX e la lettera agli Orientali 351
date, come gregge, alle singole Chiese: Insuper dcliberoturn fixumque No-bis est, ut erga sacros Ministros, Sacerdotes et Praesules, qui ex istis Nario-nibus ad unitaleni catholicam revertantur, eadem teneamus ralionem. qua Dccessores Nostri tum proximae tura superioris aetatis multotics usi sunt; ut illis scilicel servemus gradus et dignitates suas; atque hinc illorum. non minus quam reliqui Catholici Orientalis Cleri, opera utamur ad cultum Catholicae religionis in ter populares suos tnendum ac dilatandum . *)
Partita dunque da termini piuttosto polemici, che appunto dovevano suonare non graditi alle orecchie degli Orientali separati proprio per le caratteristiche di disunione delle loro stesse chiese, le Litterae ad Orientales del 6 gennaio 1848 si concludono in termini più irenici ed esprimono sentimenti e propositi di vera e sentita fraternità cristiana ed ecumenica. In questo senso esse rappresentarono, più e meglio della allocuzione dinanzi al concistoro del 29 aprile, il ritorno alle fonti più genuine della missione religiosa del papato e della Chiesa cattolica, in un momento e alla vigilia di gravi turbamenti politici e sociali.
Per la verità questo indirizzo, irenico ed ecumenico, mai in realtà abbandonato e, anzi, tenuto vivo verso gli Orientali separati dalla Congregazione di Propaganda Fide, aveva trovato nel pontificalo di Pio IX nuovo impulso, già quasi all'indomani dell'ascesa di papa Mastai al trono pontificio. Talché nella origine stessa delle Litterae ad Orientales due sollecitazioni di diversa origine e provenienza finiscono per confluire determinando un preciso indirizzo.
H 26 gennaio 1847, a poco più di sei mesi dalla elezione del nuovo pontefice, veniva presentata a Pio IX una memoria senza firma, che proveniva con tutta probabilità dall'ambiente russo o ruteno. In essa, dopo una esposizione delle condizioni del cattolicesimo in Russia, delle difficoltà di culto sin qui avute, si prevede che oc la violenza attuale non avrà che un tempo, la frequente conversione delle persone dell'alta società dell'Impero preparerà ai cattolici un avvenire più dolce. Le idee liberali che vi s'introducono egualmente malgrado tutti i timori e le precauzioni produrranno tanto bene, che esse renderanno l'oppressione religiosa meno violenta e meno grande .
Sa questo sfondo di ottimismo tu tt'altro che fondato circa l'evoluzione della società russa e circa il benefico effètto, anche in sede religiosa, di un clima di libertà, si innestano le idee rivolte a gettare le basi di una unione delle Chiese, in modo da profittare delle circostanze in Russia. Ma, continua la memoria, a Vostra Santità lo sa, non si tratta qui dell'opera di un giorno. Gli istrumenti necessari por l'avvenire non possono già im-
1) Ptl TX Pontifici Maximi Ada. Pan Prima, noma, B.dM p, 78 e Bgg.