Rassegna storica del Risorgimento
CHIESE ORTODOSSE STORIA 1848; PIO IX PAPA (GIOVANNI MARIA MASTA
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1969
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Alludo Tainhorra
prowisarsi come per le altre missioni. In Russia come in Oriente indarno si cercherebbe a convertire le masse al latino. L'antipatia contro i cattolici in queste diverse contrade è più grande perché essi sono latini e riconoscono la supremazia del Pontefice Romano .
Quanto ai Russi, ., a per assomigliarli a noi e renderli degni della loro missione nell'avvenire, per tenerli in pari tempo più strettamente uniti nei rapporti di unità inlima con Roma, noi dobbiamo ... abbracciare il loro rito, invece di farli venire ai nostri . Sotto questo profilo, l'estensore della Memoria reca l'esempio della Chiesa rutena e, come provvedimenti concreti propone di dare assicurazioni circa la conservazione dei riti, facendo si che i missionari latini si dispongano a cambiare rito; di nominare una Commissione per redigere una storia di tutto quanto riguarda il rito orientale e presentare a Propaganda Fide uno stato statistico di tutto ciò che oggidì esiste in fatto di rito orientale; aprire a Róma una chiesa rutena e fondarvi anche un convento basiliano.x)
Più concreto e sensibile anche al collegamento fra elemento politico e situazione religiosa dei popoli slavi si mostra il sacerdote ruteno Ippolito Terlecki che, forse sollecitato, il 4 giugno 1847 rimette a Pio IX un suo rapporto sullo stato della Chiesa greco-slava cattolica e su di alcuni provvedimenti da adottarsi .
Premesso che il maggiore nemico della chiesa cattolica è lo scisma, russo, per lui questo pericolo consiste nel fatto che il étend une main pour protéger avec actìvité tous Ies hérétiques et sehismatiques de l'Orient tandis que de l'autre il rassemble sous ses auspices tous les peuples slaves . Quello che più preoccupa il religioso rutèno è dunque la solidarietà religiosa ortodossa fatta valere in sede politica, tanto più che su una popolazione slava di 78.681.000 anime si contano 54.011.000 scismatici, 19.359.000 cattolici di rito latino, 2.990.000 cattolici di rito slavo, 1.531.000 protestanti e 800.000 maomettani.
Quanto ai mezzi da adoperare o, meglio, alla impostazione da dare all'opera di recupero dei cristiani separati, il Terlecki più che all'accostamento di singoli pensa che si possa più facilmente giungere alla conversione in massa, purché si puntino tutti gli sforzi sul rito greco-slavo: interamente conforme all'istituzione apostolica ed entrato nell'uso della popolazione, esso può dissipare la diffidenza che domina contro i latini qu'on soupeonne de vouloir changer le rite greco-slave en ri te latin come già avvenne nel sec. XVII; poiché il popolo ed il clero scismatico sono molto ignorami, pour les comlmtlre il faut allcr sur lenr lerraiu, il faul discuter
i) Archivio Storico di Propaganda Fido, Scrittore riferite nei Congressi, Moscovia, Polonie, Ruteni, J840-1853, voi. 21, Memoria senza firma presentala a Pio IX il 26 gennaio 1847,