Rassegna storica del Risorgimento
CHIESE ORTODOSSE STORIA 1848; PIO IX PAPA (GIOVANNI MARIA MASTA
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1969
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Angelo Tamborra
jusqu'à présent en projet et dont l'effe* ne peut étre que très avanta-geux .
Infine, grazie ai solerti rapporti dei Delegati apostolici e dei missionari sparsi per tutto l'Oriente ottomano, a Roma si era ben avvertito che possibilità nuove di iniziativa e di movimento erano offerte dalle riforme introdotte nell'Impero ottomano dal Sultano And ul-Magìd con l'Hatti-sherif di Gulhané del 1839. La solenne proclamazione che in tutto l'Impero non dovesse più aversi alcuna discriminazione fra i sudditi in relazione ai loro credo religioso, sia che essi fossero cristiani, musulmani od ebrei, apriva la strada a tutta una nuova atmosfera di rapporti. Questo sia in sede ufficiale, fra la Santa Sede e la Sublime Porta, sia in ordine alla posizione dei cristiani ortodossi e cattolici e ai loro rapporti reciproci nell'ambito dell'Impero. Naturalmente i contrasti religiosi dietro cui si potevano scorgere come in filigrana gli interessi delle grandi Potenze, specie la Russia schierata dietro gli ortodossi, quando la Francia e in minore misura l'Austria sostenevano i cattolici finirono per divenire sempre più radicali e senza mezzi termini, in quanto ogni concessione risvegliava appetiti e aspettative in vista di ulteriori miglioramenti e per la conquista di determinate posizioni. Ma di qui, anche in relazione al clima nuovo offerto dall'epoca delle riforme o Tanzimàt, le iniziative di collegamento con gli ortodossi, in vista di una unione delle Chiese, spiegate da Pio IX sin dai primi inizi del suo pontificato.
Le Litterae ad Orienlales del 6 gennaio 1848 nascono dunque da questi antefatti e da queste aspettative di riunione, incoraggiate da certa evoluzione favorevole che si scorgeva o ci si illudeva di scorgere sia nel mondo russo, sia presso gli ortodossi dell'Impero ottomano. Di qui, anche il particolare impegno che la S. Sede mette nella diffusione delle Litterae ed il modo capillare con cui esse vengono recate a conoscenza dei Cristiani orientali.
L'occasione per diffondere le Litterae viene offerta, ai primi del 1848, dalla missione affidata a mons. Innocenzo Ferrieri, inviato a Costantinopoli per continuare e recare a conclusione le trattative già avviate a Roma fra la Sublime Porta e la Santa Sede. Dopo precedenti contatti all'epoca di Gregorio XVI, il 15 febbraio 1847 era giunto a Roma Mohamed Shakhib effendi, incaricato dal Sultano Abd ul-Magìd di negoziare l'invio dì un delegato apostolico a Costantinopoli; le trattative, condotte dal Segretario di Stato card* Gizzi, si protrassero sino al 1 marzo 1847 e alla fine dell'anno si spostarono nella capitale ottomana, dove il 16 gennaio 1848, sbarcando dal vapore da guerra Tripoli* messo a disposizione del papa da re Carlo Alberto,
*J Archivio Storico di Propaganda Fide, Scritture riferite ecc. voL 21 mons. Liiyuet a Pio IX, Romii. 11 agoirto 1847. Sa mona. Laqael vedi R. ACBERT, 11 ponti' ficaio di Pio JX, traci, il., Roma, 1961, p. 718, n. 106.