Rassegna storica del Risorgimento
CHIESE ORTODOSSE STORIA 1848; PIO IX PAPA (GIOVANNI MARIA MASTA
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1969
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Pio IX e la lettera agli Orientali
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giunse mons. Innocenzo Fcrrieri, nella duplice veste di ambasciatore straordinario della Santa Sede e di Visitatore Apostolico in Oriente.
À Roma, in Segreteria di Stato, non ci si nasconde che mons. Femori, per ottenere l'istituzione di una Delegazione apostolica a Costantinopoli do* vrà superare notevoli difficolta. La prima e più importante è oc quella che deriva dal sistema del governo ottomano il quale considera i cristiani come divisi in tanti corpi civili secondo le diverse nazioni e riti con un capo civile per ciascuno, ;che è responsabile per la sua nazione avanti quel governo dal quale riceve appoggio nelle ragionevoli richieste . É questo infatti il sistema che vige nell'Impero ottomano sin dall'inizio del dominio turco nei Balcani, tanto che ì capi religiosi in uno Stato teocratico come l'Impero sono considerati anche capi civili delle popolazioni soggette o etnarchi, e dunque anche responsabili della loro fedeltà al Gran Signore. Come conseguenza di tutto questo, la nomina di un rappresentante pontificio creerebbe suscettibilità notevoli presso i vari esponenti religiosi-nazionali. Non diverse saranno le gelosie delle grandi Potenze: Francia ed Austria vedrebbero di mala voglia diminuito l'apparente loro protettorato con l'istituzione di un diplomatico pontificio e questa iniziativa verrebbe certamente contrariata dalla Russia che è assai potente presso quella corte .*)
In realtà, quello che interessa sia alla Santa Sede sia alla Sublime Porta non è tanto la forma quanto la sostanza, cosi che è facile giungere ad un compromesso nel senso di stabilire a Costantinopoli non un nunzio, ma un Delegato apostolico, senza qualifica diplomatica.
Mons. Ferriera, a seguito di un colloquio col ministro degli Esteri Aali Pascià, propone al card. Antoneili di far cadere la scelta sulla persona di mons. Valerga, Patriarca latino di Gerusalemme, profondo conoscitore della lingua e dei costumi orientali. Inoltre scrive l'inviato pontifìcio ho avuto innanzi agli occhi le innumerevoli, intricate ed ogni giorno rinascenti questioni pei Luoghi Santi della Palestina a motivo delle usurpazioni e pretese dei Greci scismatici apertamente proletti e sostenuti dalla Russia. Per sostenere i diritti de' Latini con efficacia presso là Porta è necessaria una cognizione topografica de' luoghi e dei documenti che ne garantiscono il possesso onde non cadere in equivoci ed essere ingannato. Chi meglio potrà agire con speranza di successo se non il Patriarca stesso di Gerusalemme il quale conosce i luoghi e può da se stesso esaminare i documenti? Non può farsi più alcuna illusione, i Greci ossia la Russia, non tendono ad altro, con manovre protezioni e danari* ohe a scacciare dalla Palestina i Latini. Questa è anche la convinzione dell'ambasciatore francese... ,a)
*l AJ.Vif Arririvio di Pio IX, n. 177, lui rimimi dote u moni. Fcrrieri. nrdv. di Sjtlii, relativamente altu di lai Mi.iHÌone straordinaria in Costantinopoli nel 184?.
~) À.S.V., Segretari* di Stato, anno 1848, Rubrìca 241 fune. 2, mons. Femori al card. Amo nel] ì. Pera, 17 aprile 1848.