Rassegna storica del Risorgimento

CHIESE ORTODOSSE STORIA 1848; PIO IX PAPA (GIOVANNI MARIA MASTA
anno <1969>   pagina <357>
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Pio IX e la lettera agli Orientali
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modi della riunione. 11 rappresentante pontificio autorizzato a risiedere a Costantinopoli potrebbe assai utilmente occuparsi di si rilevante negozio . ** Per la verità non si vede perché mons. Valerga potesse continuare ad essere così ottimista. La Lettera infatti diffusa nell'originale latino, in greco volgare ed anche in italiano, lingua franca di tutto l'Oriente cri­stiano per un imperdonabile errore di forma che in questo caso suonava anche offesa non fu consegnata in veste ufficiale al patriarca ecumenico An­timo I e agli altri capi delle chiese ortodosse; proprio per questo essa assu­meva l'aspetto di una offensiva massiccia, di propaganda unionistica che puntava sui fedeli, piuttosto che sulla gerarchia, cogliendo di sorpresa tutti i Patriarchi dell'Oriente e gli altri metropoliti e vescovi. Di qui la reazione, che non poteva essere altro che vivace e perentoria, senza mezzi termini.
Per il modo con cui furono diffuse, le Litterae ad Orientales erano giunte infatti improvvise e soprattutto inattese a muovere le acque stagnanti di una convivenza sonnacchiosa e, in fondo, accettata come una fatalità di disunione, fra cattolici ed ortodossi. Sino a quel momento, salvo piccole e insignificanti polemiche locali, nulla aveva fatto prevedere la riaffermazione perentoria ed esplicita di un e ecumenismo cattolico-romano. Per questo, un invito cosi aperto e senza mezzi termini al ce ritorno all'unico ovile, pur paludato di sonanti frasi ecclesiastiche e di citazioni evangeliche o tratte dai Padri della Chiesa, soprattutto greca, non poteva rimanere senza risposta. Questo anche e soprattutto perché il centro di diffusione del messaggio pa­pale era stata Costantinopoli, con i buoni uffici dello stesso governo impe­riale ottomano, quasi si volesse suscitare una risposta responsabile ed av­viare dunque un colloquio; non senza ovvi propositi di proselitismo fra le frangie dell'ortodossia, specie quelle più esposte all'azione di Propaganda Fide e degli ordini religiosi.
La risposta giunse nel maggio del 1848, pronta e puntuale, con l'En­ciclica dell'Una, Santa, cattolica ed apostolica Chiesa agli ortodossi di ogni regione2* uscita da un Concilio straordinario dei quattro Patriarchi orto­dossi e di 29 vescovi dell'Oriente. Essa era firmata da Antimo arcivescovo di Costantinopoli, Nuova Roma, ed ecumenico patriarca, in Cristo Signore Fratello amorevole e benedicente , da Jeroteo, patriarca di Alessandria e di tutto l'Egitto, da Metodio, et patriarca della grande città di Dio Antiochia e di tutto l'Oriente e da Cirillo, patriarca di Gerusalemme e di tutta la Pale­stina; a queste quattro firme facevano seguito quelle di tutti i vescovi com­ponenti, i sinodi delle singole chiese, dando cosi un significato veramente collegiale alla presa di .posizione teologica e dottrinale.
i) Ibidem, Sulla Kelaxione della Viw'tii apostolica dal Vicaria Apostolico Latino di Costantinopoli, maggio 1950.
2) Testo Bacile in MANSI, Amplissima collectio conciliomm, Arnhen e Lipsia, 1923, voi. 40, col. 378418.