Rassegna storica del Risorgimento
CHIESE ORTODOSSE STORIA 1848; PIO IX PAPA (GIOVANNI MARIA MASTA
anno
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1969
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pagina
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359
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Pio IX e la lettera figli Orientali 359
retta a distruggere l'immacolata nostra Fede, trasmessa da1 Padri nostri, verrà giustamente e sinodalmente condannata, non solo come sospetta e da fuggirsi, ma inoltre come empia e funesta all'anime. Ed in questo rimprovero incorre per prima anche la suddetta Enciclica agli Orientali del vescovo dell'antica Roma Papa Pio IX, e tale la proclamiamo nella Chiesa universale .
Non vi poteva essere, dalla parte dei patriarchi d'Oziente una chiusura più drastica, completa e non priva di spunti polemici. Essa non faceva che rinverdire contrasti teologici e polemiche dottrinali vecchie di secoli, dopo che Pio IX nel volgere le spalle, sempre più decisamente e sia pure con molte remore ed esitazioni, all'ideale ormai in frantumi di un papato anche politico stava ùnboccando la strada irta di difficoltà ed incomprensioni di una Chiesa di Roma che divenisse il centro vero, effettivo, e non soltanto proclamato d'autorità, dell'ecumene cattolico.
Le ripercussioni non potevano non farsi sentire, pronte anche se sotto certi aspetti meno polemiche e più attente al vero spirito delle Litterae ad Orientales di Pio IX. Quale enorme cassa di risonanza, tutto il mondo ortodosso finiva per sentirsi toccato dall'iniziativa del pontefice di Roma e, accanto ai quattro Patriarchi, altri esponenti della cultura o della vita religiosa ritennero di essere chiamati in causa.
Fra i primi ad intervenire fu Aleksander Skarlatovic Sturdza (1791-1854). Uscito da una grande famiglia di bojari fanarioti, come ebbe a scrivere l'editore Dentu nel presentare il suo scritto Le doublé parallèle ou VÉglise en présence de la papauté (Atene 1849),1} ce grec de race, moldave de naissanee, russe d'adoption, il tenait à chacune de ces nationalités, unies entre elles par le lien indissoluble de l'unite religieuse, il était lui rnéme preuve vivante de cette unite .
Vissuto sin dalla primissima infanzia in Russia, dopo gli studi universitari compiuti in Germania egli era entrato nelle file della diplomazia zarista ma, attratto da certa sua vocazione di scrittore politico e di problemi religiosi, preferì nel 1819 presentare le dimissioni. A questo passo non lo aveva certo indotto l'involuzione reazionaria e conservatrice degli ultimi anni di regno di Alessandro I, che anzi in presenza dell'indirizzo liberale della classe colta russa e particolarmente dei giovani migliori della sua generazione che finiranno direttamente o indirettamente per essere coinvolti nel movimento decabrista egli aveva fama di retrogrado ed oscurantista. Un suo opuscolo del 1816 di Considéralions sur la doctrine et Vesprit de VÉglise orthodoxe anticipava sotto molli aspetti la linea del pensiero slavofilo più legato alla chiesa ortodossa, con atteggiamenti di aperto misticismo e spiriti
1) Oeuvre fmslhutnct raUgiouscn, hisloriqtms et lUtéruires d'Alexandre de Stourdza, Parigi, Denta, 1858.