Rassegna storica del Risorgimento

CHIESE ORTODOSSE STORIA 1848; PIO IX PAPA (GIOVANNI MARIA MASTA
anno <1969>   pagina <360>
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360 Angelo Tamiborra
nettamente contrari ad ogni ideale di libertà. ' ' Sulla stessa linea del reaziona­rismo piii spinto si era poi espresso due anni più tardi, nel 1818, quando dietro richiesta di Alessandro I redasse per la Santa Alleanza, riunita ad Aquisgrana. un Mémoire sur Vétat actuel de VAllemagne in cui svolgeva una aperta denuncia contro le Università tedesche dove aveva studiato, ac­cusandole di essere centri di spirito rivoluzionario e di ateismo, quando nei disegni della Santa Alleanza su esse avrebbe dovuto fondarsi la costruzione di uno Stato cristiano. Una volta lasciato il servizio diplomatico, la sua ascen­denza fanariola lo attira a occuparsi di problemi religiosi nell'ambito del mondo ortodosso, di questioni politiche greche e di filosofìa. Di qui il suo intervento nella polemica in atto fra le due Rome, l'antica e la nuova.
In presenza delle due Lettere quella di Roma e l'altra partita da Costantinopoli che si erano affrontate sul tema dell'unità cristiana, A. S. Sturdza mostra di volersi rivolgere ad un pubblico prevalentemente occi­dentale molto vasto e di una certa cultura, ma che poco sa di controversie religiose. Per questo egli assume apparentemente un tono quasi distaccato, quasi fosse non nel centro della mischia ma intendesse semplicemente chia­rire i termini del problema. Cosi egli nel suo Le doublé parallèle ecc. parte dall'immagine, che non manca di una certa forza suggestiva, di uà monu­mento secolare che si divide en deux corps de logis distinets. L'un d'eux conserve le méme choix de matériaux, le mème style et les mémes ornements que la base commune; l'autre, plus somptueux, diffère essentìellement de l'enceinte fondamentale ... ... Mais il s'agit de décider où est la marque de l'architècte et lequel des deux édifices est reste conforme au pian gene­ral ... Tel est l'image des Églises d'Orient et d'Occident au dix-neuvième siede .
L'unità originaria, dunque, per lui non è andata del tutto perduta, se le basi dell'edifìcio della Chiesa universale sono immutate anche se da esse ai sono venuti ad erigere, nei secoli, due corpi di fabbrica differenti. Cosi, anche se in sede di analisi dottrinale egli riafferma vigorosamente il punto di vista della Chiesa ortodossa circa il problema del Filioque, della as­senza del Purgatorio, circa la comunione sotto le due specie e con pane fer­mentato, il battesimo con immersione, la cresima conferita subito dopo il battesimo e, infine, respingendo la pretesa del primato da parte della sede di Roma la conclusione cui giunge non è di completa chiusura come quella dell'Enciclica dei Patriarchi ortodossi. In fondo, egli mostra di fare proprio certo spirito ecumenico che è alla base delle Litterae ad Orieniales
D Tale opera la confutata, nel 1822, dal gomita Jean-Louis de Rozavon (1772*1851) nello scritto: L'Égllte caihoUque justifmo cantre les attaquas tVitn, écrwain qui se dit ortlwdoxe oli réJttttUton d'itti ouvrage intìtulè; Cotuideratlons sur l.u anatrine et l'esprit de l'Églhc orthodoxe par Al. Stourdza, ti Weimar 1B16, Lione, 1822 (U ed., Parigi, 1864).