Rassegna storica del Risorgimento
CHIESE ORTODOSSE STORIA 1848; PIO IX PAPA (GIOVANNI MARIA MASTA
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1969
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Angelo Tamborm
Chiesa nella società moderna, specie se messa a confronto con l'atteggiamento di astensione da parte della Chiesa ortodossa. Dopo che le sue Lettere sulla filosofia della storia erano circolate manoscritte e la prima era stata pubblicata sul Teleskop a Mosca nel novembre del 1836 suscitando le ire della censura zarista e, per lui, la dichiarazione ufficiale di pazzo , disilluso e amareggiato egli si era ritirato sdegnoso dal giro della società intellettuale ed elegante di Mosca e di Pietroburgo. Ma non tanto da non seguire da vicino, con sempre acuto interesse, tutto quanto toccava i problemi di relazione, spirituali, culturali e religiosi della Russia con l'Occidente dell'Europa. Le Litterae ad Orientales di Pio IX, la risposta dei Patriarchi orientali e l'intervento di Sturdza avevano riproposto, in termini di polemica ma anche di accostamento sul piano religioso, la tormentosa questione dell'unione delle Chiese, cioè della riscoperta di una unità più inrima e vera al di là delle controversie sottili dei teologi, nel senso di una ce carità affermata come cristiana a parole, ma contraddetta ogni giorno dai fatti. Lo scritto di Sturdza fu, per lui, un elemento di chiarificazione di non piccola importanza, quasi egli sentisse di assumere almeno in parte una posizione intermedia fra l'antica Roma e la nuova, quella ortodossa. Cosi, in una lettera non datata, ma degli anni fra il 1849 e il 1850, diretta a certa N. P. (forse Natalija Petrovna, moglie dello scrittore sia volilo Kireevskij suo amico-nemico), Caadaev la prega di poter conservare presso di sé la Lettera Enciclica per alcuni giorni . E, continua, ho letto l'articolo di Sturdza, mi ha fatto scoprire in essa aspetti nuovi . 3 Quali, egli non dice, ma si deve ritenere che solo grazie a questo scritto il problema di una unione delle Chiese gli si era forse rivelato, attraverso un migliore apprezzamento di certi aspetti religiosi del mondo ortodosso, verso i quali anni prima, nel suo occidentalismo cattolicizzante, egli aveva assunto atteggiamenti polemici e severi.
Ma, in Russia, è soprattutto nel campo slavofilo che la risposta dei Patriarchi orientali trova maggiori consensi. Da anni la predicazione e la polemica slavofilia si dedicava a esaltare i valori autoctoni e primigeni della Russia e del mondo slavo, dei quali la Chiesa ortodossa rappresenta l'essenziale elemento formativo originario e la custode delle più alte tradizioni religiose e nazionali. Tale impegno era rivolto dai vari Khomjakov e Kireevskij, da Samarin e dai fratelli Aksakov ed altri ancora, contro un Occidente borghese considerato ormai marcio e bacato e, in sede religiosa, contro le posizioni del cattolicesimo e del protestantesimo, che entrambi avevano profanato con le loro deviazioni l'originaria forma del cristianesimo. Ora, come meravigliarsi che la Lettera di Fio IX, pur nella sua carica irenica ma proprio
z) SoKÌnemja i Pianta P. J. Camlnnva, a euro di M. Grséno Mosca, 1914, voL 11, n. 123, p. 271.