Rassegna storica del Risorgimento
CHIESE ORTODOSSE STORIA 1848; PIO IX PAPA (GIOVANNI MARIA MASTA
anno
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1969
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pagina
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363
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ffìg jpf é la lettera agli Orientali 363
per il suo scopo di condurre gli ortodossi separali sulle posizioni romane, venisse considerata come un attacco ed un attentato all'ortodossìa?
Fra gli slavofili, chi si sente addirittura colmo di consolazione per la risposta pronta ed unanime che viene rivolta a Roma dal mondo ortodosso del vicino Oriente è A. S. Khomjakov. Per la sua statura intellettuale, per l'impegno teologico che fanno di lui il maggiore esponente della teologia rossa della metà dell'Ottocento, per i consensi di cui egli gode nell'ambiente siavofìlo del quale costituisce indubbiamente il capofila con notevole influenza e prestigio nel campo politico ed a corte, Khomjakov reca nella valutazione di quanto si è svolto in Oriente una sensibilità particolarmente attenta al dato religioso non meno che politico dei rapporti con Roma. Gli avvenimenti del marzo 1848 a Vienna e a Parigi, non meno di quella che egli interpreta come la crisi del papato, vengono visti da lui unitariamente come un segno certo della decadenza dell'Occidente nel suo complesso. Il crollo dell'Austria scrive egli il 17 marzo 1848 all'amico A. N. Popov o per meglio dire la sua dissoluzione, sta avvenendo o avverrà. Il Papa, dopo aver scosso l'Italia ed aver messo in movimento in essa forze che si sottraggono al suo controllo, siede nel suo angolo di Roma, debole e malinconico. II papato di Gregorio va là, come l'impero di Carlo, negli archivi della storia. Là andranno con essi il protestantesimo e il cattolicesimo. Il campo è sgombrato. Nel mondo è venuto il turno dell'ortodossia. Sono di turno, nel mondo, le razze slave. Grande momento, questo, da noi previsto ma non da noi preparato .1)
Questa fede nell'avvenire certo e luminoso della religione ortodossa e delle razze slave che trovano in essa, per Khomjakov, l'espressione viva ed essenziale della loro coscienza religiosa, trova in lui conferma esplicita nelle reazioni che le Litterae di Pio IX hanno suscitato in tutto il mondo ortodosso. Vera cassa di risonanza che toccata in un punto risponde in vari altri con identità di accenti, il mondo ortodosso, colto sul vivo, si è risvegliato dopo lungo torpore. È stata, in fondo, una sorpresa per tutti: per i cattolici e la Sede Apostolica che, con notevole bagaglio di illusioni e per una informazione inadeguata, non si aspettavano una risposta cosi pronta e perentoria ed unanime; per gli esponenti del mondo religioso russo i quali, come riflesso delle condizioni in cui si trovavano gli ortodossi dei Balcani soggetti al dominio turco, da secoli consideravano la Santa Russia come il centro vero dell'ortodossia e guardavano con sufficienza se non con disprezzo alle altre chiese ortodosse senza dubbio in palese declino teologico, disciplinare e morale.
A questo senso di sorpresa non sì sottrae Io stesso Khomjakov se il
*) Sovincidja A. S. Khamjnkova, Opero Ai A. S. K., Mosca, 1900, voi. VITI, p. 177.