Rassegna storica del Risorgimento

CHIESE ORTODOSSE STORIA 1848; PIO IX PAPA (GIOVANNI MARIA MASTA
anno <1969>   pagina <365>
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Pio IX e Iti lettera agli Orientali
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Dio dopo averle promesse a Pietro non le diede poi in comune a tulli gli Apostoli? (p. 11). Di conseguenza, per lui la Chiesa di Cristo non era al­tro che come un gregge comune, il governo di cui ebbero in comune tutti gli Apostoli, e per questo ovunque ordinavano vescovi , così che come ce nes­sun Apostolo era vescovo di una soia Chiesa così nessun vescovo è succes­sore di un solo Apostolo)) (p. 15).
Messo su questa strada il monaco Kassianos non fa che riaffermare la vecchia idea della conciliarilà, peculiare delle Chiese ortodosse, per cui an­che il papa deve essere assoggettato alle decisioni dei Concilii ecumenici, mentre non il pontefice romano è infallibile ma soltanto la Chiesa la quale assicura le verità confidate ad essa da Dio .
Infine, mentre la Chiesa d'Oriente non nega alla Chiesa occidentale ce la primazia d'onore e non d'autorità il monaco Kassianos nel rendersi interprete delle idee dominanti presso ìl mondo ortodosso ritiene che le Chiese fondate dagli Apostoli potransi dire madri delle altre, ma fra di loro sorelle e che colui il quale vuol assicurarsi della propria salute non ab­bisogni di ricorrere alla sola Chiesa di Roma come fosse la sola ispirata . (Ove si avvicini questo passo, con un salto di oltre un secolo, all'appellativo di oc Chiesa sorella che è uscito nel l'ottobre del 1967 dalla bocca di Paolo VI durante la visita a Roma del Patriarca Atenagora, e soprattutto al Direttorio per la communicalio in sacris stabilito dalla Chiesa cattolica nel maggio del 1967 in ordine ai rapporti disciplinari ed ecclesiastici con gli ortodossi, dei quali si accetta messa, comunione, confessione e battesimo come validi in determinate circostanze anche per i cattolici, si ha la misura di quale cam­mino si sia compiuto per togliere di mezzo vecchie incomprensioni e pole­miche ed ostacoli rituali).
Lo scritto del Kassianos si conclude con una proposta per lo meno stra­vagante e, indubbiamente, fuori della realtà: poiché l'ostacolo maggiore nel cammino verso l'unità è la pretesa di supremazia della Sede di Roma, egli chiede che essa vi rinunci sic et simpliciter. Ma, scrive, noi la crediamo necessaria per ottenere la vera unità in Cristo e per questo propone che questo u privilegio sia devoluto al trono di Gerusalemme (p. 29). È dunque evidente che la frammentazione del mondo ortodosso sta sotto gli occhi del monaco Kassianos come la maggiore jattura e che, di conseguenza, ima qualche supremazia sia necessaria ed indispensabile per assicurare unità
alla Chiesa.
Pur nella polemica, misurata ed animata da spirito ecumenico, questa era una ammissione importante tale da giustificare, a contrario, la stessa po­sizione della Chiesa di Roma. Da questa, anche come risposta allo scritto del greco Giorgio Marcoran Sopra alcuni passi dell'allocuzione di Pio IX. avuta nel concistoro segreto del 19 dicembre 1853 (Corfù, 1854), (nel quale ai esalta l'Enciclica del Patriarca Antimo), partirà una controreplica ufficiosa.