Rassegna storica del Risorgimento
CHIESE ORTODOSSE STORIA 1848; PIO IX PAPA (GIOVANNI MARIA MASTA
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1969
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Angelo Tambona
Nonostante fossero passati sci anni dalle Litterae ad Orientales di Ko IX, in presenza della crisi d'Oriente che acuiva anche la polemica religiosa, per la penna del gesuita p. Matteo Liberatore usciva a Roma una Confutazione di Antimo, Patriarca scismatico di Costantinopoli (Roma, Tipografia di Civiltà Cattolica. 1854).
In onesto scritto, definita come irriverente l'Enciclica con cui Antimo rifiutava l'invito all'unione e ribadiva Io scisma scomunicando il Pontefice con tutta la Chiesa cattolica, il gesuita passa poi al contrattacco: l'anatema scagliato contro il papa e la comunione romana dal patriarca Antimo ricade invece sopra di lui medesimo e del suo scisma , in quanto l'opposizione ai concili, ai Padri e alle Sacre Scritture non si trova nel dogma cattolico ma nell'errore foziano . Quanto alTafi'erinazione di Antimo e dei vescovi orientali, secondo cui la fede è una ed ortodossa perché ne è affidata la tutela al popolo, è facile al p. Liberatore notare una contraddizione (che è poi alla radice del modo di concepire la Chiesa in Oriente e in Occidente) in quanto cela fede è una perché è regolata dalla moltitudine, negazione dell'unità . Singolare è poi la necessità dell'intervento dello Stato cioè, in Oriente, proprio del Sultano! per mantenere in unità d'azione la gerarchia, quando i patriarchi non possono accordarsi.
Anche se si riafferma la validità del Filioque ecc., a ben vedere ci si trova in presenza non di uno scritto di rigorosa dottrina teologica, ma di pura polemica superficiale. Naturalmente il Marcoran non se la dà per inteso e da Corfù, nel giugno del 1854 pubblica una Risposta all'articolo della Civiltà Cattolica (Quaderno C. 20 maggio 1854) sulla confutazione di Antimo e sopra alcune osservazioni, senza recare elementi nuovi o più. interessanti nella polemica suscitata dalle Litterae ad Orientales del 6 gennaio 1848.
Da allora le Litterae ad Orientales di Pio IX del 6 gennaio 1848 continuano a lungo ad essere un punto di riferimento nelle polemiche fra cattolici ed ortodossi. Ancora nel 1862 sulla rivista ortodossa di Parigi L'Union chrélienne fondata da un prete giansenista, l'abate Guettée, passato alla chiesa russa ortodossa si rimprovera alla Lettera di mancare ce complète-ment de consistance, de preuves , di rimanere troppo nel vago, quando a on y vouilrait y ronconirer plus de franchile e, invece, oc on y apertoti avec peine un caractèrc qui touehe de très prés à la dissimulaliun . Soprattutto l'articolista rimprovera a Pio IX di non essersi rivolto ai pastori della chiesa orientale, ma direttamente ai fedeli, esaltando naturalmente la risposta dei patriarchi ortodossi che hanno tenuto a trattare tutti i punti di contrasto. E infine sulla traccia di Kbomjakov, la frecciala finale, non priva di consistenza per la taccia di ignoranza che veniva solitamente attribuita al clero ortodosso: or Lorsque ette reponse fui pulii ice, nous fumea plusieures fois lémoins de la surprise qu'expriinaxent les lectours occidentali*, auquels on