Rassegna storica del Risorgimento

GUERRA MONDIALE 1914-1918
anno <1969>   pagina <370>
immagine non disponibile

370
Piero 'Lama
volume terzo che raccoglie, a cura di Giulio Cervani, studi e testimonianze > e cioè scritti che riguardano appunto Trieste e la guerra del 1915*18.1)
Come avverte il Cervani nella degna Presentazione, i temi del libro sono distinti, per riguardo alla loro natura, in quattro gruppi con le seguenti indi­cazioni: La storiografia recente. Ricordi e testimonianze, La scuola, e La lotta politica.
Apre pertanto la serie Giuseppe Rossi-Sabatini col tema: Trieste e la prima guerra mondiale nella storiografia degli anni sessanta. Non un'arida elencazione di nomi di autore e di titoli, ma dominante nel corso delle indispensabili se­gnalazioni la preoccupazione di cogliere nel loro affermarsi quelle correnti di pensiero e dì passione che Bono state e rimangono le caratteristiche e l'essenza del panorama bibliografico. E cosi nascono pagine ricche di vita, quasi fossero il racconto di concreti affascinanti eventi.
Nel secondo grappo che s'intitola Ricordi e testimonianze, prendono di di­ritto la parola gli ex combattenti, e cioè: Guido Devescovi con Ricordi e diva­gazioni di un volontario, Antonio Fonda Savio con Noterelle di un volontario, Bartolomeo Mirabella con La decima battaglia dell'Isonzo nel vallone di Jamiano e Dal Piave a Trieste nei ricordi di un veterano, e Giuseppe Mario Germani che traccia rapidissimamente un esatto profilo di Aldo Oberdorfer socialista e patriota triestino, complessa personalità per certi aspetti così vicina a Battisti ed a Bissolati.
Che dire delle poche pagine del Devescovi? Una cosa sola, e cioè il ram­marico che siano veramente poche, anzi pochissime. Perché il lettore vorrebbe moltiplicarle per godere in questi tempi facili all'arbitrario o stravagante intendere hi naturalezza, hi vivacità, l'immediatezza per cui possiamo cono­scere persino i mesi nei quali l'A. (e la guerra non era ancora incominciata) portava indosso di forza ed a modo suo, la divisa di soldato austriaco. E quanto cari, ma così fugaci, quei suoi riferimenti ai tempi, ai nostri bei tempi fioren­tini de La Voce.
Più composto e misuratissimo, come un buon presentatore in servizio, ci è apparso Fonda Savio che con le sue noterelle ci fa amare i semplici e nobili suoi amici di guerra, mentre Mirabella, con le sue pagine quasi schematiche da diario se non da esperto di operazioni, ci porta e sono i giorni infiammati del *17 a Castagnevizza e dintorni. E poscia con l'altro scritto, come se fa­cesse confidenze a se stesso, ci racconta come egli ufficiale dei bersaglieri abbia finalmente passato il Piave e raggiunto nel grande giorno la sua Trieste, ma non senza pagare, come tutti gli altri, il tributo del piumetto, divenuto reli­quia di patriottismo e d'amore fra le dita di mule predatrici.
Di altro valore nella sostanza e nello stile la terza parte del volume, avente per titolo La scuola. Sono sessanta pagine di un saggio di Licia Della Venezia Sala, presentato e premiato al Concorso indetto nel 1968 dal Comitato Triestino della Dante , sul l'importante argomento.
A tale giudizio autorevolmente espresso non sono da aggiungere parole; desideriamo soltanto notare che la monografia non manca di un buon corredo bibliografico.
Segue ora, a compimento del volume, il quarto ed ultimo gruppo compren­dente tre studi relativi a problemi ed a prospettive politico-sociali che sono stati e che rimangono tuttora accesi a Trieste e nel finitimo territorio.
-) Udine, Del Bianco. 1968, Jn 8, pp. 830. L. 3.000.