Rassegna storica del Risorgimento

GUERRA MONDIALE 1914-1918
anno <1969>   pagina <374>
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Pier Zuma
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Ed ecco ora alcuni libri la coi principale caratteristica è quella di essere nati in trincea, e di avere quindi respirato in quel clima. Nascevano come potè* vano e quando potevano; e chissà quanti non sono vissuti. Adesso i superstiti hanno deposto i brandelli cartacei, e si sono vestiti di decorosa veste editoriale.
A tali libri vanno per affinità accomunati altri che nascono ora, e che sono di rievocazione. La quale generalmente nulla o ben poco ha perduto nel­l'arco di tempo perché è nutrita di sincerità e di amore, e quindi si presenta come documentazione viva sia nella sostanza che nello spirito.
Una di tali rievocazioni crediamo di poterla indicare nel libro di Italo Maffei, DalTIsonzo a IFladà Boleslaiv.1)
Nel titolo Bono indicati i due termini estremi della marcia che l'A., volon­tario di guerra ed ufficiale di fanteria, ha compiuto resistendo a tutto, anche alle gravi ferite riportate ed alla prigionia.
Egli rievoca ciò che vide e fece insieme eoi suoi fanti, non per dire di sé, ma piuttosto anche se non si preoccupa di dichiararlo - per far conoscere quella comunanza di affetti, di pensieri, di propositi, di generosità, di angosce ed anche di contrasti che è stata come in tanti altri luoghi e reparti l'ani9 matrice della sua famiglia di allora.
Rievocazione, non pagine di diario, voluta e presentata oggi con l'animo di chi compie un dovere. Insomma un libro narrativo nel consueto si* gnifioaio del termine e, più precisamente, una narrazione suddivisa in paragrafi, poco importa se essi non sono tipograficamente indicati.
In verità codesto narrare conquista ed attanaglia, e costringe a considerare e valutare la misurata e precisa ampiezza scenografica, il dialogare fresco an­cora di quei modi e di quegli accenti che ben conoscono coloro che hanno tra­scorso i giorni e le notti dentro le trincee o dietro i costoni e i muretti dell'at­tesa, un osservare dove affiorano le considerazioni anche amare, e dal quale è possibile riconoscere anche oggi nella minuzia dei particolari le innumerevoli circostanze di quello strano trascorrere del tempo: da quelle tragiche fino alle solazzevoli e quasi comiche, ed anche alle orrende : tante tante,, e palesate senza veli, nella loro sconvolgente realtà.
Come si intuisce anche dal titolo del libro, la data d'inizio di questa sem­plice e vivissima narrazione può essere collocata nell'ottobre del 1915, e comun­que non oltre le settimane antecedenti il Natale di quell'anno. La data di fine cade precisamente negli ultimi di agosto 1917, dopo i memorabili fatti della Bainsizza. Quivi l'A- è ferito ed è fatto prigioniero: e di qui ha inizio il ben diverso cammino da ospedale ad ospedale, e in diversi luoghi di prigionia, fino a quando arriva a Wladà Boleslaw la fatidica data della liberazione: 29 ottobre 1918.
Aggiungiamo a titolo informativo che durante il lungo e sanguinoso cam­mino carsico, e non soltanto carsico, è stato di scena appunto il 125 Battaglione di Fanteria, quel provatissimo Battaglione che fra i primi caduti annovera Gio­suè Borei, colpito nell'assalto a Za gora* alle falde del Kuk, e sempre presente e venerato fra i superstiti, fino all'ultimo. Anzi a Giosuè Borei vanno le prime commosse parole - - quasi dedica - - del libro che è - - vogliamo ripeterlo con le
) Bologna, Scuola grafica salesiana, 1968, in 8", pn. 261 con ili. L. 2.000.