Rassegna storica del Risorgimento

GUERRA MONDIALE 1914-1918
anno <1969>   pagina <375>
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Rie l'orazioni della a Grande Guerra 375
parole stesse clell'A. una rievocazione scrìtta a cuore caldo . Taluno, prosegue l'A. medesimo naturalmente, troverà enfasi e retorica, ma è bene ricordare che questa presunta enfasi e questa presunta retorica sostennero tutta la gioventù studiosa italiana nella fornace della guerra e spinsero con sublimità di intenti Battisti, Slataper, Giosuè Borsi, Sauro, Filzi, Chiesa, Corridoni al sacrificio cruento per l'Italia! .
È vero: il pericolo di una denuncia per reato di retorica non è da esclu­dere, anche se in questo caso manca assolutamente la motivazione. Siamo a nostra volta convinti che la retorica è un falso addobbo che maschera e impo­verisce la severa e lineare architettura della storia. Però gli allarmi della scienza dovrebbero svegliarsi anche quando certe pagine che vorrebbero rap presentare la grande storia ridondano viceversa di enigmatici arzigogoli e di amene scoperte da cui trapela tuttavia l'ubbidienza a dottrine filosofiche e poli* tiche, quando addirittura non rappresentano la pesca di frodo nelle fonti, anzi negli acquitrini più. fangosi della nostra vita di popolo. L'effetto consapevole o no e quello di destare irrisione e disprezzo anche su personaggi che l'Italia onora, dimenticando che il sangue di tutto quel popolo compreso quello della Sicilia ha contribuito generosamente non solo a dare vita novella ad una nazione, ma anche alla umana redenzione, nel corso dei millenni.
La narrazione del Maffei così vera ed appassionata è dunque di quelle che hanno ufficio e valore di eccezionale documentazione, finché la storia sarà il racconto della nostra vita di ieri, atto a dare significato alla vita di oggi.
Che possa dominare o domini di fatto in simili testimonianze la personalità del testimone non nuoce alla verità la quale nasce dalla interpretazione e dalla comparazione dei documenti, e non è tutta e soltanto in questo o in quello.
A proposito di documentazione animata dalla forte personalità del testi­mone possiamo ricordare un esempio tipico, e cioè il volume di Rino Alessi, Dall'Isonzo al Piave: lettere clandestine di un corrispondente di guerra. *) Forse in ogni lettera lo storico troverà motivi per soffermarsi, per riflettere, per discu­tere, e per vagliare; però di quei documenti si deve tenere il debito conto.
Ma del volume dell'Alessi già dicemmo nella Rassegna,s* e quindi pas­siamo oltre. E così, per analogo motivo, limitiamoci ad una semplice indicazione nei riguardi del volume Gorisdu-Coporettc~MonteUo~VUtorio Veneto di Giovanni Carina che nel titolo ha indicato i quattro grandi temi o momenti di cui ha voluto dare scrupolosa informazione, non senza aggiungere le conformi conside­razioni ed opinioni del poi-1?
Piuttosto un libro che reca dirette e vive testimonianze, un altro libro dove è palese e dominante la personalità dell'A. è il Diario di guerra: 1915-181 testé dato alla stampe (dopo una pubblicazione a puntate ne La Pie) del noto poeta di Romagna Aldo SpalliccL *) Medico nei reparti di prima linea, volon­tario, garibaldino allora e poi, mazzinianamente credente nella religione della Patria, e innamorato della sua terra, dei suoi canti, delle sue tradizioni, e delle sue tesse passionalità politiche ed umane, lo Spallicci fa di queste sue pagine
1) Milano, Mondadori, 1966, in 16, pp. 820. L. 350.
2) Anno LUI (1966), pp. 669470.
*) Faenza, Lega, 1967, In 8", pp. 276. L. 2.000, Per la recensione, vedi Rassegna a. IV (1968), pp. 96-97.
*) Forlì, Soc. tip. forlivese, 1968, fai 16*. pp. 128 con ili. L. 800.