Rassegna storica del Risorgimento

GUERRA MONDIALE 1914-1918
anno <1969>   pagina <376>
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Piero Zuma
un singolare personalissimo documento, pur non mancando termini di paragone con altri diari.
Si può dire in sintesi T-= (die la realtà reduLa dagli occhi del poeta-soldato, che il poeta la eguaglia al suo mondo interiore, e che pertanto anche un fiore, un fiore che celebra la vita su quella terra tutta rottami e sconvolta dalla morte, può essere elemento del Diario: elemento di vita e di lede nella vita.
Testimonianze diverse semplicemente diverse perché altra è la forma­zione intellettuale ed altro il temperamento di chi le offre, troviamo nel libro; Pagine del Diario di un soldato: 1915*18 '' di un valoroso, morto in conse­guenza di disagi e di grave ferita, il 27 settembre ìx il generale Alessandro Yanzetti.
Nella Prefazione che occupa quasi venti pagine, Novello Papafava indica con sicurezza di interprete il valore storico delle Pagine del Diario traendo da esse quegli elementi che meglio consentono di comprendere l'animus col quale fu condotta la grande guerra, sia nel suo inizio, come nei giorni più penosi, ed in quelli infausti come nei vittoriosi, ad opera di tutti: comandanti militari, e governanti, soldati e popolo.
Non potevano mancare, e non mancarono nel lungo travaglio di quegli anni le discussioni, le diversioni e peggio. Perché farne spietata denuncia? Forse vi è stato, in quegli stessi anni, altro popolo in guerra che non ne abbia sofferto?
Le Pagine del Diario del generale Yanzetti che assumono un particolare interesse informativo a proposito delle vicende strettamente militari, in quella parie del volume ed è la più estesa che concerne le operazioni compiute nel settore di Tolmino, ispirano tutte la più profonda simpatia ed ammirazione per l'ufficiale e per l'uomo; ed è veramente deprecabile che una parte del Diario sia andata perduta durante la seconda guerra mondiale.
Il Generale Yanzetti, entrato in campo col grado di maggiore comandante di un battaglione di fanteria, proveniente dai fanti piumati che egli pur alieno da vanterie non sapeva dimenticare, disciplinatissimo nell'eseguire gli ordini anche quando dissentiva su certe direttive, appare da quelle pagine come l'uomo che ascolta ciò che gli dice il suo cuore di fratello, vicino al cuore dei suoi soldati. Egli è uno di quegli esempi di umanità che fu dato in larga misura da parte di ufficiali di ogni grado, anche di grado superiore, ed assai più ire* quentemente di quanto si pensa.
Ma ecco ancora, tutto pieno di comprensione per i suoi <c uomini e tutto acceso della passione* e dolorante del dolore sofferto con essi, un altro coman­dante di battaglione non ufficiale di carriera come il Yanzetti, ma di com­plemento e cioè il tenente colonnello Tommaso Mercadante che, ricorrendo il Cinquantenario della Vittoria, ci conduce con un suo libro-fascicolo ") alla vexata quaestio concernente le responsabilità per La disfatta di Caporetto.
e Testimonianze di un combattente avverte VA.: e noi se ce Io con­sente - vorremmo aggiungere le parole: intervento polemico. Dal quale appare anzitutto che quelle giornate dell'ottobre-novembre 1917 furono veramente vis ante e sofferte in tolta la loro drammaticità dall'alloro comandante di un batta­glione della Brigata Arno. Bisogna dargliene atto.
i) Verona, Linotipia veronese Fiorini Alfio, 1968, in 8", pp 115. S.p. 2) Palermo, Manfredi, 1969, pp. 57. L. 1.000.