Rassegna storica del Risorgimento

GUERRA MONDIALE 1914-1918
anno <1969>   pagina <378>
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Piero Zuma
ballarono le cause di ogni specie. Si parlò di untori, di operazioni diaboliche e di altre diavolerie. E ci fn anche chi, testimone de visu, partendo dalla distinzione fra sostanze ed accidenti e seguendo un rigoroso procedimento filo­sofico, his fretus, riuscì a convincere se stesso che le stelle (i comandi supremi, lontani dalla terra) non erano semplici capocchie di spillo, ma che qualche cosa dovevano pur fare. E quindi il filosofo appestato morì prendendosela con le stelle: le solite stelle che allora ed anche ora come è stato scritto stanno a guardare .
Per cui chiuso l'appassionato libro del Mercadante vorremmo in que­sto momento un libro sul Cinquantenario vittorioso; ed invece ancora sottocchio I vinti di Caporetto di Mario Isnenghi.1)
Si compone di due parti: una Introduzione dell'A. di ben 114 pagine, ed una antologia per altre 146 pagine la quale raccoglie scritti dei seguenti autori: Carlo Salsa, Attilio Frescura (a due riprese), Valentino Coda, Mario Muccini, Lncangelo Bracci Testasecca, Giovanni Comisso, Luigi Gasparotto, Arturo Stan-gheUìni, Mario Puccini, Paolo Monelli, Alfredo Panzini, Aldo Palazzeschi (a due riprese), Giuseppe Prezzolici, Mario Mariani, Ardengo Soffici, Riccardo Bacchelli, Carlo Emilio Gadda, Piero Jahier, e Curzio Malaparte; quest'ultimo con i brani fra i piò atomici della sua Rivolta dei santi maledetti,
Non mancano a pagina 7 del libro quasi aperitivo tre stelloncini accorati o sdegnosi tolti da scritti di Guido Dorso, Ugo Ojetti, e G. M. Trevelyan, datati rispettivamente: 1915, 1917, 1918.
Brani staccati dai loro contesti, come anelli dell'antologia, e che, anche per tale limitazione, danno la povera misura del loro probante valore.
Forse non di antologia avremmo dovuto parlare, ma più propriamente di crestomazia, giacché a parte le buone firme del florilegio si è voluto evidentemente raggiungere con esso un fine preciso, anzi un utile (e non alludiamo affatto al tipico utile dei fUms da cassetta), consistente nell'effetto quasi scandalistico che può nascere in una certa categoria di giovani lettori già abbastanza disorientali dalla continua insistente denuncia di quell'avvili­mento, di quella oppressione o disperazione o rivolta da cui furono presi, nelle eccezionali ore tragiche, taluni rispettabili uomini di penna (e non soltanto essi) per un naturale o comprensibile moto di reazione.
Trarre dal fenomeno una teoria, condita di assiomi, il passo è lungo; e resta da dimostrare che quegli stessi autori abbiano voluto servire o vogliano ora servire a certi utili confessati o non confessati.
Ciascuno di noi ed anche ciascuno di coloro che sono stali allineati coi loro scritti in questa dolorosa e penosa rassegna antologica può per esempio considerare che anche un ottimo padre può rivolgere, in un certo momento, ad un suo figlinolo le parole più irate e sferzanti: parole alle quali egli stesso non crede, e che non mantiene.
Noi a nostra volta confessiamo tutto la nostra ripugnanza nel leggere pagine dedicate agli insulti ed alla diagnosi ingiusta e crudele de l vinti di Caporetto, Ricavare poi un'altra antologia dalla ricordata Introduzione e dalle singole presentazioni in corsivo che VA, premette ad ogni brano antologico, sarebbe senza dubbio possibile, ma sarebbe davvero un penoso impiego del tempo.
Però due fiori in mancanza di opere di bene possiamo cercare.
i) Padova, Marsilio, 1967, in 8", pp. 274. L. 3.500.