Rassegna storica del Risorgimento
GUERRA MONDIALE 1914-1918
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1969
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pagina
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380
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380
Piero Zuma
che si accingevano a compiere. Tutti accorsi al di qua del confine non senza rischio, e poi semplici soldati o ufficiali di complemento; ed in gran parte caduti sul Carso.
La compilatrice del volume da lei dedicato alla memoria di suo padre fante d'Italia , molto opportunamente lui corredato il volume stesso di un Indice di nomi: ciascuno di essi accompagnato da un breve curriculum con notizie tratte dal volume l volontari delle Giulie e di Dalmazia di Federico Pagnacco.*
Degna di essere indicata anche un'ampia Bibliografia essenziale* e la elencazione nell'ordine alfabetico delle principali riviste e periodici che hanno pubblicato scritti sulla questione adriatica o cenni biografici sui volontari Giuliani.
Il libro del quale abbiamo dato ora notizia, ha per talune affinità, un suo precedente di altissimo pregio in un altro libro: Momenti della vita di guerra -Dai diari e dalle lettere dei caduti 1915-1918 di Adolfo Oniodeo.
Esce ora in seconda edizione, dopo trentatré anni dalla prima, con ampia Introduzione di Alessandro Calante Garrone.2)
Dire ora di un'opera viva da tanti anni è, o dovrebbe essere, superfluo. Vorremmo che tutti gli Italiani l'avessero già considerata, e la tenessero, specialmente in questo tempo, come il Vade-mccum della loro vita morale. Imparerebbero a conoscere un mondo che solo apparentemente è morto, ed uno storico che di quel mondo seppe cogliere e coordinare, meditando ed anche soffrendo, la documentazione più palpitante; eccezionale documentazione se considerata particolarmente sotto l'aspetto umano. Gli Italiani, leggendo tutto il libro ed ascoltando gli echi profondi che la lettura lascia dietro di sé, vivrebbero accanto all'uomo che il 22 dicembre 1914 scriveva alla moglie: Se si spiegherà nuovamente la bandiera del Risorgimento ci sarò anch'io ; l'uomo che volle essere soldato, che rimase fedele a quella bandiera, non per farne un drappo da parata, ma per averla davanti ai suoi occhi pensosi come simbolo di sacrificio, come segno di redenzione, come tema di mistero e di fede.
Lasciamo dunque il libro nella sua parte antologica, e rivolgiamoci unica* mente alla ricordata Introduzione di Galante Garrone, limpida luce che penetra con sicurezza fin nel segreto dei pensieri e dei sentimenti, sia che si tratti della folla chiamata dall'Omodeo a rendere la grande meravigliosa testimonianza, sia che si tratti, ed in più larga misura e per connessioni intrinseche, dello stesso Omodeo.
Si può dire che anche Galante Garrone, nel corso della sua nobile e quasi fraterna fatica, ba chiamato vicino a sé i suoi testimoni, o meglio i suoi collaboratori, in quanto altri storici e scrittori lo aiutano alla comprensione, lo solle* citano alla soluzione dei molti problemi, gli offrono considerazioni e riflessioni critiche, e ciò fino a quando dalla dottrina e dall'amore nasce una comprensione piena ed insuperabile di tutta l'opera.
I collaboratori o testimoni comunque si vogliano chiamare, vengono da diverse parti, e sono di tempi diversi: quelli dogli stessi anni di guerra, quelli dell'immediato dopo-guerra, quelli dell'antifascismo, quelli del nostro tempo. E la scelta è ottima; e convincono e commuovano le voci che vengono non sol*
i) Trieste, 2" ed., 1920.
-) Torino, Einaudi, 1968, in 8, pò. XLVI 11.290. nei Saggi . L. 3.500.