Rassegna storica del Risorgimento

GUERRA MONDIALE 1914-1918
anno <1969>   pagina <381>
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Rievocazioni della o Grande Guerra
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tanto da storici e da critici addottrinati e severi, ma anche da diverse e varie posizioni politiche ed anche da Regina Coeli dove erano ottimi fra i mi* gì ori gli idealisti dell'antifascismo: e dove, cioè nelle carceri, i Momenti suscitarono fedi e speranze e propositi di lotta e ripensamenti critici .
Confidente fra di loro, Galante Garrone, quando occorre, dà loro la parola, e conduce innanzi magistralmente il dialogo: un dialogo per così dire peripa­tetico, lungo un itinerario parallelo a quello percorso dallo stesso Omodeo, ossia, itinerario culturale ed etico-politico.
Naturalmente il più frequentemente interrogato è appunto l'A. dei Mo­menti: le sue lettere, i suoi scritti vengono citati e interpretati con l'aiuto forse inconsapevole di spirituali legami familiari esistiti fra l'Omodeo e la stessa famìglia Garrone.
Pertanto nella Introduzione parlano in armonioso spontaneo accordo nel segno della intelligenza, della cultura e della onestà nomini diversi, fra ì quali noi forse ubbidendo a reminiscenze nostre non possiamo fare a meno di citare Ernesto Rossi, Vittorio de Caprariis, Aldo Garosci e Delio Cantimori. Precisamente Ernesto Rossi, che il 23 settembre 1938 (si consideri la data) scrìve alla moglie: Che cosa grande è il libro dell'Oraodeo. Altro che statue, obelischi, e torri e lapidi e parchi delle rimembranze! Questo è veramente il monumento più degno che potesse erigersi alla memoria dei nostri caduti. E gli Italiani par quasi che non se ne siano neppure accorti. Uscito nel '34 il libro è ancora alla prima edizione. Che vergogna! .
Infine, noi siamo consenzienti, e molti altri dovrebbero esserlo, anche a proposito delle ultime parole conclusive dell'in traduzione : È certo remota da noi la generazione carsica; ma riscoprire - nel continuo trapassare e cangiare degli ideali da una generazione all'altra i fili che ad essa ci legano, scorgerne le virtù come i limiti e gli errori e le colpe; conoscere senza preconcetti l'Italia di ieri per meglio intendere quella d'oggi, è sempre dovere di studiosi, e insieme dì cittadini.
A codeste pagine che ci mettono in intima comunione coi fratelli che sono il fiore della nostra gente, vogliamo ora avvicinare quelle ieYAntologia del popolo italiano sul fronte e nel paese, curata da Giuseppe Prezzolini, e riap­parsa proprio ora in una nuova e molto decorosa veste editoriale: Tutta la guerra.!)
La Prefazione alla prima edizione di questo prezioso libro reca la data seguente; dicembre 1917, dopo Caporetto . Ma il libro uscì nel 1918. La Prefazione alla consegna del manoscritto della seconda edizione è del maggio 1920; ma poi il libro usci con la data del 15 maggio 1921. Date memo* rubili, momenti significativi della storia della nostra Patria.
Le tre edizioni non presentano sostanziali cambiamenti, ed immutata è la suddivisione in nove capitoli che nel titolo stesso hanno il loro chiarimento. Ed eccoli: Parole di soldati; Testamenti di guerra; Popolo nostro; Canzoni di soldati'. Lettere di soldati; Gergo di guerra', H Servizio P; Giornali d'Armata; e Corrispondenze di guerra.
Cosi pure non si avvertono mutamenti nel numero e nella Bcelta degli scritti, raggruppati nei nove su citati capitoli.
Un aggiornamento è stato fatto invece nei profili che il Prezzolini già aveva
*) Mriono. Longanesi, 1968, in 8*, pp. 546. L 2.600.