Rassegna storica del Risorgimento

1821 ; 1848 ; UNGHERIA
anno <1919>   pagina <544>
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JV. Campanini
loro sensi generosi e fraterni, sì ohe provassero ripugnanza a git-tarsi sovra un popolo insorto per conquistare la propria indipen­dènza, intende a informare gli ungheresi assediati in Mantova sulle vicende della guerra che si combatteva in Lombardia. Cosi si im­pronta del carattere di quei bollettini, talvolta sinceri ma più spesso insidiosi, coi quali gli eserciti nemici che si fronteggiano si co­municano reciproche notìzie sull'esito delle battaglie.
E li scrissero in latino perchè i letterati che li composero sa­pevano ohe solamente per mezzo di questa lingua potevano comuni­care i loro pensieri e rivolgere le loro esortazioni ai soldati ma­giari, con fiducia di essere compresi. Le continue guarnigioni un­gheresi in alcune città italiane, e più specialmente nel ducato di Modena, avevano persuaso di farne esperimento, incoraggiando a tentarne la prova.
G-li ungheresi difatti capivano la lingua latina, anzi la parla­vano; forse l'eleganza, con la quale . ostri scrittori si industria­rono di crescere eloquenza ai loro proolami, ne avrà tardato più che facilitato il comprendimento; ma non per gli ufficiali, a cui èra imposto lo studio del latino, fondamento allora nell' Ungheria d'ogni cultura, e sino al 1820 lingua ufficiale.
La letteratura ungherese, formatasi fin dal secolo XI. fu sem­pre soffocata dalla politica di assorbimento, distruggitrice della na­zionalità, da cui l'Ungheria ebbe improntata gran parte della sua storia. E la lingua ungherese, se nel breve periodo della signoria degli Angiò divenne per tre quarti .del .secolo XTV la lingua di corte, e se dal secolo XVI alla fine del secolo XVli lottò vitto­riosamente contro il dilemma della lingua tedesca o della latina imposto dagli Asburgo, nel seguente fu soprafatta dal despotismo austriaco, che proscrisse la lingua nazionale come lingua di ribel­lione. E, non essendo riuscito a imporre la tedesca, a cui l'Un­gheria si rifiutò sempre, la latina fu nuovamente dichiarata lingua ufficiale. La prima gazzetta fondata nel 1720 fu scritta in latino; e, soltanto un secolo dopo, precisamente nel 1820, anno innanzi alla diffusione del proclama dei Carbonari, usci il primo giornale scritto in ungherese. Le discussioni pubbliche si tennero nella lingua nazionale, che fu pure usata negli atti ufficiali, nelle canzoni popolari, nei teatri, nella poesia e nella prosa letteraria. Móm perchè ufficiali e soldati intendevano e parlavano il latino; un latino non certo simile a quello che V Accademia istropolitana, fondata da Mattia Corvino, protesse e diffuse, e ben lontano dalla
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